LaocoonZoo

Leonessa II - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Aldo Ciolli (Firenze 1919 - ?) Colomba bronzo, cm 15x17x17 Firmato sotto la coda: «A. Ciolli»

La scultura in bronzo qui presentata riproduce una colomba che, eretta sulle zampe posteriori, gonfia il petto e spalanca la coda. Oltre a essere un espediente funzionale a conferire stabilità alla scultura senza dover ricorrere a perni di supporto, l’ampio dilatarsi del piumaggio ne trasfigura l’aspetto, quasi a volerle conferire la più nobile sembianza di un piccolo pavone. Il leggero tono giocoso con cui si allude a tale metamorfosi e la posa piuttosto insolita conferiscono all’animale un aspetto curioso ma decisamente accattivante, inducendo nell’osservatore un’immediata simpatia… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Aldo Ciolli (Firenze 1919 - ?) Colomba bronzo, cm 15x17x17 Firmato sotto la coda: «A. Ciolli»

La scultura in bronzo qui presentata riproduce una colomba che, eretta sulle zampe posteriori, gonfia il petto e spalanca la coda. Oltre a essere un espediente funzionale a conferire stabilità alla scultura senza dover ricorrere a perni di supporto, l’ampio dilatarsi del piumaggio ne trasfigura l’aspetto, quasi a volerle conferire la più nobile sembianza di un piccolo pavone. Il leggero tono giocoso con cui si allude a tale metamorfosi e la posa piuttosto insolita conferiscono all’animale un aspetto curioso ma decisamente accattivante, inducendo nell’osservatore un’immediata simpatia… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Alberto Ziveri (Roma, 1908 - 1990) Omaggio e Soutine 1967 Olio su tela, cm 50 x 150

Esposizioni:

1972 Mostra Galleria d’Arte Moderna Sangallo Firenze (Firenze Galleria d’Arte Moderna Sangallo), catalogo con introduzione di Dario Micacchi, edizione della galleria 1971 ca, immagine p. non numerata



Bibliografia:

Vedi catalogo sopra



La raffigurazione di Ziveri è intrisa di un’aura di misticismo probabilmente influenzato dai bodegones spagnoli, genere toccato anche da Velázquez, artista da lui particolarmente apprezzato. L’animale, infatti, riempie verticalmente tutto lo spazio definito dalla cornice, offrendosi totalmente all’osservatore su uno sfondo neutro che non distoglie l’attenzione (nei dipinti di Soutine, invece, spesso compare in un ambiente diverso oppure associato ad altri oggetti o altre cibarie) e preso da varie angolazioni (mentre le opere di Soutine sono singole unità): l’umile soggetto di “vera vita” assurto a personaggio principale di un nuovo trittico novecentesco… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Alberto Ziveri (Roma, 1908 - 1990) Omaggio e Soutine 1967 Olio su tela, cm 50 x 150

Esposizioni:
1972 Mostra Galleria d’Arte Moderna Sangallo Firenze (Firenze Galleria d’Arte Moderna Sangallo), catalogo con introduzione di Dario Micacchi, edizione della galleria 1971 ca, immagine p. non numerata

Bibliografia:
Vedi catalogo sopra

La raffigurazione di Ziveri è intrisa di un’aura di misticismo probabilmente influenzato dai bodegones spagnoli, genere toccato anche da Velázquez, artista da lui particolarmente apprezzato. L’animale, infatti, riempie verticalmente tutto lo spazio definito dalla cornice, offrendosi totalmente all’osservatore su uno sfondo neutro che non distoglie l’attenzione (nei dipinti di Soutine, invece, spesso compare in un ambiente diverso oppure associato ad altri oggetti o altre cibarie) e preso da varie angolazioni (mentre le opere di Soutine sono singole unità): l’umile soggetto di “vera vita” assurto a personaggio principale di un nuovo trittico novecentesco… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Giuseppe “Pippo” Rizzo (Corleone 1897 – Palermo 1964) Serpenti 1927 Olio su tela incollata su tavola, Ø 21 cm Firmato e datato in basso a centro “Pippo Rizzo 1927”

Bibliografia 

Pippo Rizzo. Un nomade dell’arte del Novecento siciliano. A Wonderer a cura di Anna Maria Ruta, Palermo 2008, immagine n. 44 p. 56.

Giulia Gueci, Pippo Rizzo e le arti applicate, Corleone 2006, immagine non numerata p. 60.



All’interno di un cerchio si fronteggiano tre serpenti, avvolti sui rami sottili di un albero spoglio, confondendosi con esso e fra loro in un triscele di spire dai toni bruni e azzurri. La forma e il soggetto sembrerebbero rimandare alla leggendaria e perduta rotella di fico di Leonardo da Vinci, come riportata da Vasari nella vita del pittore rinascimentale, o alla Medusa di Caravaggio, ma non è da escludere un richiamo al simbolo della Sicilia, sia per il numero che per la presenza della Gorgone con, appunto, serpenti nei capelli…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Giuseppe “Pippo” Rizzo (Corleone 1897 – Palermo 1964) Serpenti 1927 Olio su tela incollata su tavola, Ø 21 cm Firmato e datato in basso a centro “Pippo Rizzo 1927”

Bibliografia 
Pippo Rizzo. Un nomade dell’arte del Novecento siciliano. A Wonderer a cura di Anna Maria Ruta, Palermo 2008, immagine n. 44 p. 56.
Giulia Gueci, Pippo Rizzo e le arti applicate, Corleone 2006, immagine non numerata p. 60.

All’interno di un cerchio si fronteggiano tre serpenti, avvolti sui rami sottili di un albero spoglio, confondendosi con esso e fra loro in un triscele di spire dai toni bruni e azzurri. La forma e il soggetto sembrerebbero rimandare alla leggendaria e perduta rotella di fico di Leonardo da Vinci, come riportata da Vasari nella vita del pittore rinascimentale, o alla Medusa di Caravaggio, ma non è da escludere un richiamo al simbolo della Sicilia, sia per il numero che per la presenza della Gorgone con, appunto, serpenti nei capelli…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Il Palio di Siena 1964 China acquarellata e biacca su carta, cm 25 x 18 cadauno Siglati e datati ‘E.B. 1964’

Esposizioni:

1981 Busto Arsizio, Bambaia Galleria d’Arte, Eugene Berman: Il Palio di Siena e altri disegni.



Bibliografia:

The graphic work of Eugene Berman, with a preface and notes by E. Berman, and a foreword by R. King, New York, Clarkson N. Potter, 1971, ill. p. 285.



I quattro fogli in mostra sono parte di una numerosa serie di chine acquarellate, almeno venti, dedicate al tema della corsa di cavalli senese. La presenza, nel nucleo originale, di due fogli riportanti le iscrizioni “The Palio” e “Palio” sopra e sotto la silhouette di un cavallo in corsa lascerebbe supporre che essi dovessero poi confluire in una pubblicazione.[1] Quella dell’illustrazione, d’altronde, non fu una pratica che l’artista riservò unicamente alle riviste: nel 1951 egli aveva già illustrato il Viaggio in Italia di Raffaele Carrieri edito da Piero Fornasetti, cui seguì, nel 1956, la pubblicazione delle sue Imaginary Promenades in Italy con l’editore americano Pantheon Books. È del 1961 invece l’edizione della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, correlata da trentasei disegni dell’artista, anch’essi, come i presenti esposti in mostra, particolarmente incentrati sulle figure dei cavalli… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Il Palio di Siena 1964 China acquarellata e biacca su carta, cm 25 x 18 cadauno Siglati e datati ‘E.B. 1964’

Esposizioni:
1981 Busto Arsizio, Bambaia Galleria d’Arte, Eugene Berman: Il Palio di Siena e altri disegni.

Bibliografia:
The graphic work of Eugene Berman, with a preface and notes by E. Berman, and a foreword by R. King, New York, Clarkson N. Potter, 1971, ill. p. 285.

I quattro fogli in mostra sono parte di una numerosa serie di chine acquarellate, almeno venti, dedicate al tema della corsa di cavalli senese. La presenza, nel nucleo originale, di due fogli riportanti le iscrizioni “The Palio” e “Palio” sopra e sotto la silhouette di un cavallo in corsa lascerebbe supporre che essi dovessero poi confluire in una pubblicazione.[1] Quella dell’illustrazione, d’altronde, non fu una pratica che l’artista riservò unicamente alle riviste: nel 1951 egli aveva già illustrato il Viaggio in Italia di Raffaele Carrieri edito da Piero Fornasetti, cui seguì, nel 1956, la pubblicazione delle sue Imaginary Promenades in Italy con l’editore americano Pantheon Books. È del 1961 invece l’edizione della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, correlata da trentasei disegni dell’artista, anch’essi, come i presenti esposti in mostra, particolarmente incentrati sulle figure dei cavalli… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Enotrio Pugliese (Buenos Aires, 1920 – Pizzo, 1989) Gallo 1955 olio su tela, cm 35x45 Firmato in basso a destra: “Enotrio”

In un canto che appare quasi strozzato, il Gallo dipinto da Enotrio si staglia contro lo sfondo celeste e sembra guardare di sbieco lo spettatore. L’opera è dominata da una raffinata armonia coloristica interrotta dal rosso vivo dei bargigli e della cresta. Le singole pennellate scorrono via da sinistra vero destra come mosse da un soffio di vento che tuttavia non smuove la posa ben salda dell’uccello con le zampe ancorate al margine inferiore della tela. Il 1955, anno in cui è stato realizzato il nostro Gallo, segnò l’inizio della sua matura di Enotrio che non perse occasione per affermare la sua volontà di mettere al centro delle opere unicamente la verità del suo personale sguardo sulla realtà, potendo contare sull’aiuto della sua fedele alleata, la pittura……per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Enotrio Pugliese (Buenos Aires, 1920 – Pizzo, 1989) Gallo 1955 olio su tela, cm 35x45 Firmato in basso a destra: “Enotrio”

In un canto che appare quasi strozzato, il Gallo dipinto da Enotrio si staglia contro lo sfondo celeste e sembra guardare di sbieco lo spettatore. L’opera è dominata da una raffinata armonia coloristica interrotta dal rosso vivo dei bargigli e della cresta. Le singole pennellate scorrono via da sinistra vero destra come mosse da un soffio di vento che tuttavia non smuove la posa ben salda dell’uccello con le zampe ancorate al margine inferiore della tela. Il 1955, anno in cui è stato realizzato il nostro Gallo, segnò l’inizio della sua matura di Enotrio che non perse occasione per affermare la sua volontà di mettere al centro delle opere unicamente la verità del suo personale sguardo sulla realtà, potendo contare sull’aiuto della sua fedele alleata, la pittura……per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Cipriano Efisio Oppo (Roma, 1891-1962) Elefante e struzzo 1925 ca. matita su carta, 28.5 x 22 cm firmato in basso a destra: Oppo

Seppure con tratti rapidi, Oppo ha realizzato questo studio di elefante secondo uno stile accurato e definito fin nei minimi dettagli anatomici che ne fanno un probabile studio dal vero. Alla destra del grande pachiderma poche linee delineano la sagoma di uno struzzo, quasi a confermare l’atmosfera esotica del foglio. L’interesse dell’artista per il mondo animale - soprattutto per quello dei cani, in particolare dei suoi amati Fiero e Boby - ha abbracciato buona parte della sua produzione artistica, tra pittura, illustrazione o produzione di scenografie e costumi per il teatro… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Cipriano Efisio Oppo (Roma, 1891-1962) Elefante e struzzo 1925 ca. matita su carta, 28.5 x 22 cm firmato in basso a destra: Oppo

Seppure con tratti rapidi, Oppo ha realizzato questo studio di elefante secondo uno stile accurato e definito fin nei minimi dettagli anatomici che ne fanno un probabile studio dal vero. Alla destra del grande pachiderma poche linee delineano la sagoma di uno struzzo, quasi a confermare l’atmosfera esotica del foglio. L’interesse dell’artista per il mondo animale - soprattutto per quello dei cani, in particolare dei suoi amati Fiero e Boby - ha abbracciato buona parte della sua produzione artistica, tra pittura, illustrazione o produzione di scenografie e costumi per il teatro… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Cipriano Efisio Oppo (Roma, 1891-1962) Boby il traditore 1925 ca. matita e inchiostro su carta, 28.5 x 22 cm Boby il traditore scritto a matita in basso

Fiero e Boby furono i due amatissimi cani dell’artista che li rese protagonisti di numerosi dipinti e disegni. In questo disegno, Boby è sdraiato con atteggiamento mogio forse a causa di un “litigio” col suo padrone, che non si fa scrupolo a dargli del traditore. Questo epiteto scherzoso lascia immaginare come le personalità dei cani di Oppo fossero ben definite, così come si sono tramandate nei ricordi di famiglia fino al nipote Paolo che ancora oggi ne conserva la memoria… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Cipriano Efisio Oppo (Roma, 1891-1962) Boby il traditore 1925 ca. matita e inchiostro su carta, 28.5 x 22 cm Boby il traditore scritto a matita in basso

Fiero e Boby furono i due amatissimi cani dell’artista che li rese protagonisti di numerosi dipinti e disegni. In questo disegno, Boby è sdraiato con atteggiamento mogio forse a causa di un “litigio” col suo padrone, che non si fa scrupolo a dargli del traditore. Questo epiteto scherzoso lascia immaginare come le personalità dei cani di Oppo fossero ben definite, così come si sono tramandate nei ricordi di famiglia fino al nipote Paolo che ancora oggi ne conserva la memoria… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Richard Müller (Tschirnitz, 1874 - Dresda, 1954) Topolino con noce 1942 matita su carta, 12 x 21.8 cm firmato e datato in basso a destra: Rich. Müller 1942

Esposizioni:

1999 Richard Müller, catalogo della mostra di Brescia a cura di V. Terraroli, Galleria dell’incisione, p. 81.

Bibliografia:

R. Günther, Richard Müller. Leben und Werk mit dem Verzeichnis der Druckgraphik, Dresden, 1995, n. 58 (acquaforte).



Il Topolino con noce, o la variante con la spiga di avena, è uno dei soggetti più celebri di Richard Müller a cui sembra essersi dedicato lungo tutto l’arco di mezzo secolo. Sul mercato antiquario, infatti, si ritrovano ancora oggi esemplari in acquaforte della prima versione datata 1910 riprodotta nella monografia dedicata all’artista da Rolf Günther. Questo foglio del 1942, pertanto, testimonia la rimeditazione del soggetto a distanza di circa trent’anni oltre a rappresentare una preziosa e rara testimonianza grafica di pugno dell’artista: non un’incisione realizzata in serie, ma un disegno a matita il cui orientamento è necessariamente inverso rispetto a quello degli esemplari all’acquaforte...per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Richard Müller (Tschirnitz, 1874 - Dresda, 1954) Topolino con noce 1942 matita su carta, 12 x 21.8 cm firmato e datato in basso a destra: Rich. Müller 1942

Esposizioni:
1999 Richard Müller, catalogo della mostra di Brescia a cura di V. Terraroli, Galleria dell’incisione, p. 81.
Bibliografia:
R. Günther, Richard Müller. Leben und Werk mit dem Verzeichnis der Druckgraphik, Dresden, 1995, n. 58 (acquaforte).

Il Topolino con noce, o la variante con la spiga di avena, è uno dei soggetti più celebri di Richard Müller a cui sembra essersi dedicato lungo tutto l’arco di mezzo secolo. Sul mercato antiquario, infatti, si ritrovano ancora oggi esemplari in acquaforte della prima versione datata 1910 riprodotta nella monografia dedicata all’artista da Rolf Günther. Questo foglio del 1942, pertanto, testimonia la rimeditazione del soggetto a distanza di circa trent’anni oltre a rappresentare una preziosa e rara testimonianza grafica di pugno dell’artista: non un’incisione realizzata in serie, ma un disegno a matita il cui orientamento è necessariamente inverso rispetto a quello degli esemplari all’acquaforte...per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Il Palio di Siena 1964 China acquarellata e biacca su carta, cm 25 x 18 cadauno Siglati e datati ‘E.B. 1964’

Esposizioni:

1981 Busto Arsizio, Bambaia Galleria d’Arte, Eugene Berman: Il Palio di Siena e altri disegni.



Bibliografia:

The graphic work of Eugene Berman, with a preface and notes by E. Berman, and a foreword by R. King, New York, Clarkson N. Potter, 1971, ill. p. 285.



I quattro fogli in mostra sono parte di una numerosa serie di chine acquarellate, almeno venti, dedicate al tema della corsa di cavalli senese. La presenza, nel nucleo originale, di due fogli riportanti le iscrizioni “The Palio” e “Palio” sopra e sotto la silhouette di un cavallo in corsa lascerebbe supporre che essi dovessero poi confluire in una pubblicazione.[1] Quella dell’illustrazione, d’altronde, non fu una pratica che l’artista riservò unicamente alle riviste: nel 1951 egli aveva già illustrato il Viaggio in Italia di Raffaele Carrieri edito da Piero Fornasetti, cui seguì, nel 1956, la pubblicazione delle sue Imaginary Promenades in Italy con l’editore americano Pantheon Books. È del 1961 invece l’edizione della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, correlata da trentasei disegni dell’artista, anch’essi, come i presenti esposti in mostra, particolarmente incentrati sulle figure dei cavalli… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Il Palio di Siena 1964 China acquarellata e biacca su carta, cm 25 x 18 cadauno Siglati e datati ‘E.B. 1964’

Esposizioni:
1981 Busto Arsizio, Bambaia Galleria d’Arte, Eugene Berman: Il Palio di Siena e altri disegni.

Bibliografia:
The graphic work of Eugene Berman, with a preface and notes by E. Berman, and a foreword by R. King, New York, Clarkson N. Potter, 1971, ill. p. 285.

I quattro fogli in mostra sono parte di una numerosa serie di chine acquarellate, almeno venti, dedicate al tema della corsa di cavalli senese. La presenza, nel nucleo originale, di due fogli riportanti le iscrizioni “The Palio” e “Palio” sopra e sotto la silhouette di un cavallo in corsa lascerebbe supporre che essi dovessero poi confluire in una pubblicazione.[1] Quella dell’illustrazione, d’altronde, non fu una pratica che l’artista riservò unicamente alle riviste: nel 1951 egli aveva già illustrato il Viaggio in Italia di Raffaele Carrieri edito da Piero Fornasetti, cui seguì, nel 1956, la pubblicazione delle sue Imaginary Promenades in Italy con l’editore americano Pantheon Books. È del 1961 invece l’edizione della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, correlata da trentasei disegni dell’artista, anch’essi, come i presenti esposti in mostra, particolarmente incentrati sulle figure dei cavalli… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Il Palio di Siena 1964 China acquarellata e biacca su carta, cm 25 x 18 cadauno Siglati e datati ‘E.B. 1964’

Esposizioni:

1981 Busto Arsizio, Bambaia Galleria d’Arte, Eugene Berman: Il Palio di Siena e altri disegni.



Bibliografia:

The graphic work of Eugene Berman, with a preface and notes by E. Berman, and a foreword by R. King, New York, Clarkson N. Potter, 1971, ill. p. 285.



I quattro fogli in mostra sono parte di una numerosa serie di chine acquarellate, almeno venti, dedicate al tema della corsa di cavalli senese. La presenza, nel nucleo originale, di due fogli riportanti le iscrizioni “The Palio” e “Palio” sopra e sotto la silhouette di un cavallo in corsa lascerebbe supporre che essi dovessero poi confluire in una pubblicazione.[1] Quella dell’illustrazione, d’altronde, non fu una pratica che l’artista riservò unicamente alle riviste: nel 1951 egli aveva già illustrato il Viaggio in Italia di Raffaele Carrieri edito da Piero Fornasetti, cui seguì, nel 1956, la pubblicazione delle sue Imaginary Promenades in Italy con l’editore americano Pantheon Books. È del 1961 invece l’edizione della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, correlata da trentasei disegni dell’artista, anch’essi, come i presenti esposti in mostra, particolarmente incentrati sulle figure dei cavalli… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Il Palio di Siena 1964 China acquarellata e biacca su carta, cm 25 x 18 cadauno Siglati e datati ‘E.B. 1964’

Esposizioni:
1981 Busto Arsizio, Bambaia Galleria d’Arte, Eugene Berman: Il Palio di Siena e altri disegni.

Bibliografia:
The graphic work of Eugene Berman, with a preface and notes by E. Berman, and a foreword by R. King, New York, Clarkson N. Potter, 1971, ill. p. 285.

I quattro fogli in mostra sono parte di una numerosa serie di chine acquarellate, almeno venti, dedicate al tema della corsa di cavalli senese. La presenza, nel nucleo originale, di due fogli riportanti le iscrizioni “The Palio” e “Palio” sopra e sotto la silhouette di un cavallo in corsa lascerebbe supporre che essi dovessero poi confluire in una pubblicazione.[1] Quella dell’illustrazione, d’altronde, non fu una pratica che l’artista riservò unicamente alle riviste: nel 1951 egli aveva già illustrato il Viaggio in Italia di Raffaele Carrieri edito da Piero Fornasetti, cui seguì, nel 1956, la pubblicazione delle sue Imaginary Promenades in Italy con l’editore americano Pantheon Books. È del 1961 invece l’edizione della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, correlata da trentasei disegni dell’artista, anch’essi, come i presenti esposti in mostra, particolarmente incentrati sulle figure dei cavalli… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Il Palio di Siena 1964 China acquarellata e biacca su carta, cm 25 x 18 cadauno Siglati e datati ‘E.B. 1964’

Esposizioni:

1981 Busto Arsizio, Bambaia Galleria d’Arte, Eugene Berman: Il Palio di Siena e altri disegni.



Bibliografia:

The graphic work of Eugene Berman, with a preface and notes by E. Berman, and a foreword by R. King, New York, Clarkson N. Potter, 1971, ill. p. 285.



I quattro fogli in mostra sono parte di una numerosa serie di chine acquarellate, almeno venti, dedicate al tema della corsa di cavalli senese. La presenza, nel nucleo originale, di due fogli riportanti le iscrizioni “The Palio” e “Palio” sopra e sotto la silhouette di un cavallo in corsa lascerebbe supporre che essi dovessero poi confluire in una pubblicazione.[1] Quella dell’illustrazione, d’altronde, non fu una pratica che l’artista riservò unicamente alle riviste: nel 1951 egli aveva già illustrato il Viaggio in Italia di Raffaele Carrieri edito da Piero Fornasetti, cui seguì, nel 1956, la pubblicazione delle sue Imaginary Promenades in Italy con l’editore americano Pantheon Books. È del 1961 invece l’edizione della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, correlata da trentasei disegni dell’artista, anch’essi, come i presenti esposti in mostra, particolarmente incentrati sulle figure dei cavalli… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Il Palio di Siena 1964 China acquarellata e biacca su carta, cm 25 x 18 cadauno Siglati e datati ‘E.B. 1964’

Esposizioni:
1981 Busto Arsizio, Bambaia Galleria d’Arte, Eugene Berman: Il Palio di Siena e altri disegni.

Bibliografia:
The graphic work of Eugene Berman, with a preface and notes by E. Berman, and a foreword by R. King, New York, Clarkson N. Potter, 1971, ill. p. 285.

I quattro fogli in mostra sono parte di una numerosa serie di chine acquarellate, almeno venti, dedicate al tema della corsa di cavalli senese. La presenza, nel nucleo originale, di due fogli riportanti le iscrizioni “The Palio” e “Palio” sopra e sotto la silhouette di un cavallo in corsa lascerebbe supporre che essi dovessero poi confluire in una pubblicazione.[1] Quella dell’illustrazione, d’altronde, non fu una pratica che l’artista riservò unicamente alle riviste: nel 1951 egli aveva già illustrato il Viaggio in Italia di Raffaele Carrieri edito da Piero Fornasetti, cui seguì, nel 1956, la pubblicazione delle sue Imaginary Promenades in Italy con l’editore americano Pantheon Books. È del 1961 invece l’edizione della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, correlata da trentasei disegni dell’artista, anch’essi, come i presenti esposti in mostra, particolarmente incentrati sulle figure dei cavalli… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Testa di ariete (Ram’s Head) 1969 China acquarellata su carta, cm 18,5x13,2 Siglato e datato in basso al centro ‘E.B. 1969’

Bibliografia:

The graphic work of Eugene Berman, with a preface and notes by E. Berman, and a foreword by R. King, New York, Clarkson N. Potter, 1971, ill. p. 294.



La quasi impercettibile metamorfosi dell’ariete, che ha un naso ed una bocca più umani che animali, fornisce un indizio che sembrerebbe avvicinare il soggetto del disegno a Pan, il dio satiro delle selve e della forza vitale della natura. 

In questo disegno il pretesto naturalistico sembra così ricollegarsi a quell’universalità costantemente ricercata dall’artista, spesso condensata nel mito di antiche civiltà.

Berman, infatti, aspirava ad essere un artista universale nella misura in cui lo furono gli uomini dal del Rinascimento, e come essi recuperava l’universalità mitica del mondo antico. Questo pensiero dovette incidere sulla decisione dell’artista di trasferirsi a Roma nel 1955, città dove diede libero sfogo ad una travolgente sete collezionistica di reperti antichi… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Testa di ariete (Ram’s Head) 1969 China acquarellata su carta, cm 18,5x13,2 Siglato e datato in basso al centro ‘E.B. 1969’

Bibliografia:
The graphic work of Eugene Berman, with a preface and notes by E. Berman, and a foreword by R. King, New York, Clarkson N. Potter, 1971, ill. p. 294.

La quasi impercettibile metamorfosi dell’ariete, che ha un naso ed una bocca più umani che animali, fornisce un indizio che sembrerebbe avvicinare il soggetto del disegno a Pan, il dio satiro delle selve e della forza vitale della natura. 
In questo disegno il pretesto naturalistico sembra così ricollegarsi a quell’universalità costantemente ricercata dall’artista, spesso condensata nel mito di antiche civiltà.
Berman, infatti, aspirava ad essere un artista universale nella misura in cui lo furono gli uomini dal del Rinascimento, e come essi recuperava l’universalità mitica del mondo antico. Questo pensiero dovette incidere sulla decisione dell’artista di trasferirsi a Roma nel 1955, città dove diede libero sfogo ad una travolgente sete collezionistica di reperti antichi… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Il cavallo di Troia 1962 Bozzetto per la rivista «Life Magazine», 18 gen 1963 n. 2 Tecnica mista su cartoncino, cm 27 x 19,2 Firmato in basso al centro.

Bibliografia:

Miths Gods Heroes, in «Life Magazine», 18 gen 1963; Leonid Berman, The three worlds of Leonid, 1978; Mary Panzer, Eugene Berman's Mexico, in «Archives of American Art Journal», 2012,Vol 51, N.1





Nel 1963 Eugene Berman illustrerà la copertina e alcune pagine interne del settimanale Life Magazine, che nel gennaio di quello stesso anno aveva dato l'avvio ad una nuova serie dal titolo “The Miracle of Greece”. L'artista si occuperà della II parte intitolata MYTHS, GODS, HEROES, una delle poche illustrate da disegni in luogo delle fotografie.

L’opera qui presentata è il disegno preparatorio per la copertina della rivista, con il Cavallo di Troia, al centro della composizione, che occupa quasi l'intero spazio del foglio. In sottili tratti di china Berman schizza l'epico cavallo ligneo, che Ulisse aveva concepito come una vera e propria macchina da guerra… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Eugene Berman (San Pietroburgo, 1899 – Roma, 1972) Il cavallo di Troia 1962 Bozzetto per la rivista «Life Magazine», 18 gen 1963 n. 2 Tecnica mista su cartoncino, cm 27 x 19,2 Firmato in basso al centro.

Bibliografia:
Miths Gods Heroes, in «Life Magazine», 18 gen 1963; Leonid Berman, The three worlds of Leonid, 1978; Mary Panzer, Eugene Berman's Mexico, in «Archives of American Art Journal», 2012,Vol 51, N.1


Nel 1963 Eugene Berman illustrerà la copertina e alcune pagine interne del settimanale Life Magazine, che nel gennaio di quello stesso anno aveva dato l'avvio ad una nuova serie dal titolo “The Miracle of Greece”. L'artista si occuperà della II parte intitolata MYTHS, GODS, HEROES, una delle poche illustrate da disegni in luogo delle fotografie.
L’opera qui presentata è il disegno preparatorio per la copertina della rivista, con il Cavallo di Troia, al centro della composizione, che occupa quasi l'intero spazio del foglio. In sottili tratti di china Berman schizza l'epico cavallo ligneo, che Ulisse aveva concepito come una vera e propria macchina da guerra… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Patrik Alò (Roma 1975) Testa di cavallo 2018 Materiale ferroso di recupero

Patrik Alò (Roma 1975) Testa di cavallo 2018 Materiale ferroso di recupero

Marcello Dudovich (Trieste, 1878 – Milano, 1962) Maltese tempera su carta, cm 45x31,5 Firmato in basso a destra: «M. Dudovich».

Disteso su quello che sembra essere un soffice cuscino color ocra, il Maltese dipinto da Marcello Dudovich sembra sfoggiare una certa disinvoltura nel posare davanti all’artista. Colto in una posizione che rimanda a uno stato di quiete, il piccolo cane dirige il proprio muso verso destra, evitando di incrociare lo sguardo dello spettatore. L’occhio destro coperto da qualche ciuffo di quei lunghi e folti peli bianchi caratteristici di questa antica razza canina, attribuisce al piccolo animale un aspetto accattivante… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Marcello Dudovich (Trieste, 1878 – Milano, 1962) Maltese tempera su carta, cm 45x31,5 Firmato in basso a destra: «M. Dudovich».

Disteso su quello che sembra essere un soffice cuscino color ocra, il Maltese dipinto da Marcello Dudovich sembra sfoggiare una certa disinvoltura nel posare davanti all’artista. Colto in una posizione che rimanda a uno stato di quiete, il piccolo cane dirige il proprio muso verso destra, evitando di incrociare lo sguardo dello spettatore. L’occhio destro coperto da qualche ciuffo di quei lunghi e folti peli bianchi caratteristici di questa antica razza canina, attribuisce al piccolo animale un aspetto accattivante… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Marcello Dudovich (Trieste, 1878 – Milano, 1962) Bulldog Francese tecnica mista su carta, cm 48x33 Firmato in basso: «M. Dudovich».

Oltre al vispo Jack Russell Terrier e al placido Maltese, Marcello Dudovich rappresentò anche un Bulldog francese. Cane di piccola taglia noto, oltre che per la sua corporatura tarchiata, per la totale devozione che sa dimostrare al proprio padrone, il Bulldog francese è una delle razze canine più ricercate. Nell’opera di Dudovich appare seduto con il muso bianco e nero leggermente inclinato verso il basso, in un gesto che esprime una certa timidezza… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Marcello Dudovich (Trieste, 1878 – Milano, 1962) Bulldog Francese tecnica mista su carta, cm 48x33 Firmato in basso: «M. Dudovich».

Oltre al vispo Jack Russell Terrier e al placido Maltese, Marcello Dudovich rappresentò anche un Bulldog francese. Cane di piccola taglia noto, oltre che per la sua corporatura tarchiata, per la totale devozione che sa dimostrare al proprio padrone, il Bulldog francese è una delle razze canine più ricercate. Nell’opera di Dudovich appare seduto con il muso bianco e nero leggermente inclinato verso il basso, in un gesto che esprime una certa timidezza… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Marcello Dudovich (Trieste, 1878 – Milano, 1962) Jack Russell Terrier Progetto per la copertina della rivista «Natura», 1929 Tempera su carta, cm 45x31,5 Firmato in basso a sinistra: «M. Dudovich».

Particolarmente composto nella sua posa, il Jack Russell Terrier dipinto da Marcello Dudovich è ritratto frontalmente contro uno sfondo monocromo di colore marrone e poggia le zampe su una superficie irregolare tendente all’ocra. Il muso nero, in contrasto con il tipico pelo bianco del resto del corpo, è rivolto verso destra come se il cane sia stato improvvisamente distratto da qualcosa. 

Dudovich ideò questa composizione per la copertina del sesto numero del 1929 della rivista mensile illustrata «Natura» ...per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Marcello Dudovich (Trieste, 1878 – Milano, 1962) Jack Russell Terrier Progetto per la copertina della rivista «Natura», 1929 Tempera su carta, cm 45x31,5 Firmato in basso a sinistra: «M. Dudovich».

Particolarmente composto nella sua posa, il Jack Russell Terrier dipinto da Marcello Dudovich è ritratto frontalmente contro uno sfondo monocromo di colore marrone e poggia le zampe su una superficie irregolare tendente all’ocra. Il muso nero, in contrasto con il tipico pelo bianco del resto del corpo, è rivolto verso destra come se il cane sia stato improvvisamente distratto da qualcosa. 
Dudovich ideò questa composizione per la copertina del sesto numero del 1929 della rivista mensile illustrata «Natura» ...per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Aquile Nostre! Disegno per cartolina illustrata prodotta per la rivista “Il Soldato” 1916-17 Tempera su cartoncino, cm 21x18

Delle tante illustrazioni profuse da Cambellotti in tempo di guerra, questa tempera finissima si distingue per qualità pittorica. Probabilmente ricorda l’impegno degli alpini – che hanno una d’aquila sul cappello – nella guerra di montagna. L’aquila è un luogo comune figurativo cambellottiano, che infatti appare già nel 1911 come monumentale protagonista, appollaiata in gruppo su una colonna miliaria romana, nel manifesto che risultò vincitore per l’Esposizione di Roma… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Aquile Nostre! Disegno per cartolina illustrata prodotta per la rivista “Il Soldato” 1916-17 Tempera su cartoncino, cm 21x18

Delle tante illustrazioni profuse da Cambellotti in tempo di guerra, questa tempera finissima si distingue per qualità pittorica. Probabilmente ricorda l’impegno degli alpini – che hanno una d’aquila sul cappello – nella guerra di montagna. L’aquila è un luogo comune figurativo cambellottiano, che infatti appare già nel 1911 come monumentale protagonista, appollaiata in gruppo su una colonna miliaria romana, nel manifesto che risultò vincitore per l’Esposizione di Roma… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Allegoria della vittoria Bozzetto del pannello per il salone delle riunioni della casa del Mutilato di Siracusa 1936 Tempera a guazzo su carta, cm. 33,5x74,5 Firmato in basso a destra: “CD” e SPIGA Archivio Cambello

Bibliografia:

I. De Guttry, M. P. Maino e G. Raimondi, Duilio Cambellotti. Arredi e decorazioni, Bari 1999, p. 182; A. M. Damigella, Duilio Cambellotti: opere dall’archivio, catalogo della mostra di Ragusa, a cura di R. Miracco, Milano 2003, pp. 89, 110-111.



Il grande pannello dipinto a olio su tela di 1,70 × 6,40 m, da collocarsi sopra la porta di ingresso del Salone delle riunioni della Casa del Mutilato, fu commissionato a Cambellotti dopo che aveva completato la vetrata, e contemporaneamente gli furono richiesti i cosiddetti “scudetti” o “trofei”, tre pannelli piccoli con lo stemma e la sigla dell’associazione invalidi di guerra, dell’associazione nazionale combattenti e della monarchia. Il pannello fu compiuto entro il 1936, gli “scudetti” furono spediti da Roma a fine gennaio 1937 i posti sulla parete d’ingresso…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Allegoria della vittoria Bozzetto del pannello per il salone delle riunioni della casa del Mutilato di Siracusa 1936 Tempera a guazzo su carta, cm. 33,5x74,5 Firmato in basso a destra: “CD” e SPIGA Archivio Cambello

Bibliografia:
I. De Guttry, M. P. Maino e G. Raimondi, Duilio Cambellotti. Arredi e decorazioni, Bari 1999, p. 182; A. M. Damigella, Duilio Cambellotti: opere dall’archivio, catalogo della mostra di Ragusa, a cura di R. Miracco, Milano 2003, pp. 89, 110-111.

Il grande pannello dipinto a olio su tela di 1,70 × 6,40 m, da collocarsi sopra la porta di ingresso del Salone delle riunioni della Casa del Mutilato, fu commissionato a Cambellotti dopo che aveva completato la vetrata, e contemporaneamente gli furono richiesti i cosiddetti “scudetti” o “trofei”, tre pannelli piccoli con lo stemma e la sigla dell’associazione invalidi di guerra, dell’associazione nazionale combattenti e della monarchia. Il pannello fu compiuto entro il 1936, gli “scudetti” furono spediti da Roma a fine gennaio 1937 i posti sulla parete d’ingresso…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Leonessa 1912 Calco in gesso posteriore, h cm 22,5 (inclusa la base) Archivio Cambellotti, n. 3910

Bibliografia:

F. Geraci, L’arte a Sarzana, in “Emporium”, XLIV, 260, agosto 1916, p.159 (riproduzione); Mostra Nazionale d’Arte, catalogo della mostra di Sarzana, 1916, p. 16; Cambellotti Scultore, catalogo della mostra di Matera, a cura di G. Appella e M. Quesada, Roma 1991, n. 31, p. 45 e n. 31, p. 90.





Il tema animalista è particolarmente caro a Duilio Cambellotti che ha subìto il fascino dei felini ma anche dei rapaci, degli equini, e di tanti altri animali disegnati dal vero, non solo al Giardino Zoologico romano, ma oggetto anche di scatti fotografici. Per la leonessa, adagiata su basamento in posizione di riposo vigile, l’artista riprende il modello antico degli animali posti a guardia di un accesso o a un monumento, o che danno valore araldico a ciò che sono delegati a custodire… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Leonessa 1912 Calco in gesso posteriore, h cm 22,5 (inclusa la base) Archivio Cambellotti, n. 3910

Bibliografia:
F. Geraci, L’arte a Sarzana, in “Emporium”, XLIV, 260, agosto 1916, p.159 (riproduzione); Mostra Nazionale d’Arte, catalogo della mostra di Sarzana, 1916, p. 16; Cambellotti Scultore, catalogo della mostra di Matera, a cura di G. Appella e M. Quesada, Roma 1991, n. 31, p. 45 e n. 31, p. 90.


Il tema animalista è particolarmente caro a Duilio Cambellotti che ha subìto il fascino dei felini ma anche dei rapaci, degli equini, e di tanti altri animali disegnati dal vero, non solo al Giardino Zoologico romano, ma oggetto anche di scatti fotografici. Per la leonessa, adagiata su basamento in posizione di riposo vigile, l’artista riprende il modello antico degli animali posti a guardia di un accesso o a un monumento, o che danno valore araldico a ciò che sono delegati a custodire… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Le rondini 1930 circa Inchiostro e matita su carta, cm 31 x 25 Firmato in basso a destra con SPIGA

Protagoniste di questo disegno a inchiostro su carta di Duilio Cambellotti sono un gruppo di

rondini in volo sopra un antico borgo. Di alcune, le più grandi, possiamo coglierne le fattezze,

sono sintetizzate in pennellate di inchiostro nero. Hanno ali lunghissime, che gli servono per

volare a lungo senza mai stancarsi. La coda profondamente biforcuta, per calibrare la rotta. Il piccolissimo e breve becco scuro per cibarsi di insetti in volo. Il petto grigiastro, quasi bianco. Si incrociano senza toccarsi in un incessante turbinio aereo. Per alcune di esse lo spazio delimitato dal

perimetro del foglio non è abbastanza ampio da contenerne la vasta apertura alare…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Le rondini 1930 circa Inchiostro e matita su carta, cm 31 x 25 Firmato in basso a destra con SPIGA

Protagoniste di questo disegno a inchiostro su carta di Duilio Cambellotti sono un gruppo di
rondini in volo sopra un antico borgo. Di alcune, le più grandi, possiamo coglierne le fattezze,
sono sintetizzate in pennellate di inchiostro nero. Hanno ali lunghissime, che gli servono per
volare a lungo senza mai stancarsi. La coda profondamente biforcuta, per calibrare la rotta. Il piccolissimo e breve becco scuro per cibarsi di insetti in volo. Il petto grigiastro, quasi bianco. Si incrociano senza toccarsi in un incessante turbinio aereo. Per alcune di esse lo spazio delimitato dal
perimetro del foglio non è abbastanza ampio da contenerne la vasta apertura alare…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) La lince 1922 Matita e tempera su carta, cm. 69x66 Archivio Cambellotti, n. 3659.

Bibliografia:

I. De Guttry, M. P. Maino e G. Raimondi, Duilio Cambellotti. Arredi e decorazioni, Bari 1999, pp. 41-42; G. S. Rossi, Storia di Alice. La Giovanna d’Arco di Mussolini, Soveria Mannelli 2010.





Questo bellissimo disegno è uno studio di lince accovacciata per il margine inferiore destro di un pannello dipinto da Cambellotti che ornava la sala da musica del villino Pallottelli, iniziato nel 1922 e terminato nel 1926. Il pannello in un ambiente interamente decorato dall’artista, raffigurava una serie di leoni e leonesse sdraiate agli angoli in basso comparivano, a destra e a sinistra, due linci, ai lati di un camino in marmo di Carrara e di pino rosso scolpito…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) La lince 1922 Matita e tempera su carta, cm. 69x66 Archivio Cambellotti, n. 3659.

Bibliografia:
I. De Guttry, M. P. Maino e G. Raimondi, Duilio Cambellotti. Arredi e decorazioni, Bari 1999, pp. 41-42; G. S. Rossi, Storia di Alice. La Giovanna d’Arco di Mussolini, Soveria Mannelli 2010.


Questo bellissimo disegno è uno studio di lince accovacciata per il margine inferiore destro di un pannello dipinto da Cambellotti che ornava la sala da musica del villino Pallottelli, iniziato nel 1922 e terminato nel 1926. Il pannello in un ambiente interamente decorato dall’artista, raffigurava una serie di leoni e leonesse sdraiate agli angoli in basso comparivano, a destra e a sinistra, due linci, ai lati di un camino in marmo di Carrara e di pino rosso scolpito…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Toro, mucca e bufalo 1915-1918 Legno, cm 15x19x8; 12x20x9; 12x17,5x9.

Esposizioni:

Prima Esposizione Internazionale delle arti decorative, Monza 1923 (p. 111); Cambellotti (1876-1960), Roma 1999 (p. 129, n. 129).



Bibliografia:

M.P. Maino in Cambellotti (1876-1960), De Luca, Roma 1999, p. 129, n. 129; S. Panei in La campagna romana de “I XXV”, De Luca, Roma 2005, pp. 106-107, n. 65. 



Le tre sculture in legno rappresentanti un toro, una mucca e un bufalo sono state create da Duilio Cambellotti nell’ambito della sua attività didattica svolta negli anni del Primo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra. Impegnato in diverse collaborazioni con l’Umanitaria di Milano e con associazioni e cooperative che si occupavano del reinserimento nella società dei mutilati di guerra, l’artista ideò un facile sistema di produzione di piccoli oggetti in legno – dei veri e propri giocattoli – che richiedeva un minimo sforzo applicativo da parte dei suoi allievi… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Toro, mucca e bufalo 1915-1918 Legno, cm 15x19x8; 12x20x9; 12x17,5x9.

Esposizioni:
Prima Esposizione Internazionale delle arti decorative, Monza 1923 (p. 111); Cambellotti (1876-1960), Roma 1999 (p. 129, n. 129).

Bibliografia:
M.P. Maino in Cambellotti (1876-1960), De Luca, Roma 1999, p. 129, n. 129; S. Panei in La campagna romana de “I XXV”, De Luca, Roma 2005, pp. 106-107, n. 65. 

Le tre sculture in legno rappresentanti un toro, una mucca e un bufalo sono state create da Duilio Cambellotti nell’ambito della sua attività didattica svolta negli anni del Primo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra. Impegnato in diverse collaborazioni con l’Umanitaria di Milano e con associazioni e cooperative che si occupavano del reinserimento nella società dei mutilati di guerra, l’artista ideò un facile sistema di produzione di piccoli oggetti in legno – dei veri e propri giocattoli – che richiedeva un minimo sforzo applicativo da parte dei suoi allievi… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Disegni per illustrazioni varie

Bibliografia:

Cambellotti illustratore, da Le mille e una notte a Il Palio di Siena, catalogo della mostra, Siena, a cura di M. Quesada, Roma 1991; Cambellotti illustratore, catalogo della mostra Galleria Russo, a cura di F. Benzi, Roma 2010.



La prolifica attività di Cambellotti illustratore è tale, che il censimento delle sue opere disegnate per libri, copertine, riviste, giornali, pubblicità, deve essere, nonostante le tante meritevoli mostre sull’argomento, ancora completato. Esemplare è il caso di questo gruppo di illustrazioni su carta lucida, che nessuno ha ancora saputo riconoscere… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Disegni per illustrazioni varie

Bibliografia:
Cambellotti illustratore, da Le mille e una notte a Il Palio di Siena, catalogo della mostra, Siena, a cura di M. Quesada, Roma 1991; Cambellotti illustratore, catalogo della mostra Galleria Russo, a cura di F. Benzi, Roma 2010.

La prolifica attività di Cambellotti illustratore è tale, che il censimento delle sue opere disegnate per libri, copertine, riviste, giornali, pubblicità, deve essere, nonostante le tante meritevoli mostre sull’argomento, ancora completato. Esemplare è il caso di questo gruppo di illustrazioni su carta lucida, che nessuno ha ancora saputo riconoscere… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Disegni per illustrazioni varie

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Disegni per illustrazioni varie

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Disegni per illustrazioni varie

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Disegni per illustrazioni varie

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Disegni per illustrazioni varie

Duilio Cambellotti (Roma, 1876 – 1960) Disegni per illustrazioni varie

Giuseppe Rivaroli (Cremona, 1885-1943) Bufalo 1932 matita rossa su carta, cm 20x28 firmato in basso a sinistra: G. Rivaroli Montanto - sul Fiora in basso a sinistra

Il Bufalo fa parte di una ricca serie di schizzi, recentemente apparsa sul mercato antiquario, dal tratto spedito e sintetico che testimonia l’attenzione del pittore per i dettagli e per il realismo, talvolta crudo e brutale, che avrebbero poi trovato piena espressione nei lavori poi realizzati in ampia scala. Soggetti rurali come questo attestano l’interesse di Rivaroli per la sfera popolare, contraddetto in parte dalla scelta di materiali quali la matita rossa e la carta paglia, sintomatici di uno sguardo e di una sensibilità artistica raffinati e sempre rivolti alle glorie del passato rinascimentale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Giuseppe Rivaroli (Cremona, 1885-1943) Bufalo 1932 matita rossa su carta, cm 20x28 firmato in basso a sinistra: G. Rivaroli Montanto - sul Fiora in basso a sinistra

Il Bufalo fa parte di una ricca serie di schizzi, recentemente apparsa sul mercato antiquario, dal tratto spedito e sintetico che testimonia l’attenzione del pittore per i dettagli e per il realismo, talvolta crudo e brutale, che avrebbero poi trovato piena espressione nei lavori poi realizzati in ampia scala. Soggetti rurali come questo attestano l’interesse di Rivaroli per la sfera popolare, contraddetto in parte dalla scelta di materiali quali la matita rossa e la carta paglia, sintomatici di uno sguardo e di una sensibilità artistica raffinati e sempre rivolti alle glorie del passato rinascimentale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Patrik Alò (Roma 1975) Testa di cavallo 2018 Materiale ferroso di recupero, cm 43x33x21,5

La grande testa di cavallo di Patrick, se avesse forza di muoversi, sicuramente sbufferebbe getti di vapore bollente dalle narici, ma essendo di metallo freme nella sua immobilità solo grazie all’arte dello scultore che l’ha pensata in movimento. Tanto l’efficacia della posa è capace di illuderci, tanto i suoi muscoli di metallo suggeriscono un meccanismo segreto che la muova. La testa, da sola, fa pensare alla pedina degli scacchi che, senza corpo, senza zampe, pure è capace di galoppare in avanti e scartare di lato, come farebbe, manovrando, un singolo cavaliere o un intero corpo di cavalleria. Una parte per il tutto…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Patrik Alò (Roma 1975) Testa di cavallo 2018 Materiale ferroso di recupero, cm 43x33x21,5

La grande testa di cavallo di Patrick, se avesse forza di muoversi, sicuramente sbufferebbe getti di vapore bollente dalle narici, ma essendo di metallo freme nella sua immobilità solo grazie all’arte dello scultore che l’ha pensata in movimento. Tanto l’efficacia della posa è capace di illuderci, tanto i suoi muscoli di metallo suggeriscono un meccanismo segreto che la muova. La testa, da sola, fa pensare alla pedina degli scacchi che, senza corpo, senza zampe, pure è capace di galoppare in avanti e scartare di lato, come farebbe, manovrando, un singolo cavaliere o un intero corpo di cavalleria. Una parte per il tutto…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Patrik Alò (Roma 1975) Cavalletta 2006 Materiale ferroso di recupero, cm 25 x 100 x 30

La grande sensibilità creatrice di Patrick Alò ha saputo cogliere l’apparenza di vita di una cavalletta. Per quella stessa magia per cui gli uccelli andavano a becchettare l’uva dipinta da Zeusi e i tafani si posavano sulla mucca bronzea di Mirone, esitiamo ad accostarci a questa creatura smisurata per timore che salti via. Inconsapevolmente ironico è che i rottami che sono serviti a comporla siano state parti di macchine agricole, gli strumenti di quella fatica del coltivare che proprio le cavallette, quando il loro istinto gregario le raduna a milioni, sono capaci di distruggere in pochi minuti… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Patrik Alò (Roma 1975) Cavalletta 2006 Materiale ferroso di recupero, cm 25 x 100 x 30

La grande sensibilità creatrice di Patrick Alò ha saputo cogliere l’apparenza di vita di una cavalletta. Per quella stessa magia per cui gli uccelli andavano a becchettare l’uva dipinta da Zeusi e i tafani si posavano sulla mucca bronzea di Mirone, esitiamo ad accostarci a questa creatura smisurata per timore che salti via. Inconsapevolmente ironico è che i rottami che sono serviti a comporla siano state parti di macchine agricole, gli strumenti di quella fatica del coltivare che proprio le cavallette, quando il loro istinto gregario le raduna a milioni, sono capaci di distruggere in pochi minuti… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Anonimo Coppia di pinguini 1930 ca. Marmo bianco di carrara e marmo nero di lavagna, h 60 cm

Realizzati con l’utilizzo di marmi policromi, con la parte superiore della testa e delle ali in marmo nero di ardesia (o marmo di lavagna) assemblata alla parte inferiore del corpo in marmo bianco di carrara, questa coppia di pinguini riflette una certa espressione della scultura animalista sempre più diffusa in Italia e in Europa tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Anonimo Coppia di pinguini 1930 ca. Marmo bianco di carrara e marmo nero di lavagna, h 60 cm

Realizzati con l’utilizzo di marmi policromi, con la parte superiore della testa e delle ali in marmo nero di ardesia (o marmo di lavagna) assemblata alla parte inferiore del corpo in marmo bianco di carrara, questa coppia di pinguini riflette una certa espressione della scultura animalista sempre più diffusa in Italia e in Europa tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Leandro Lega (Faenza, 1924 – 2002) Civetta Anni Ottanta-Novanta Maiolica smaltata, cm 22x18x18 Firmato sotto la base: «Lega Faenza»

A rendere particolarmente affascinante la Civetta in maiolica di Faenza realizzata da Leandro Lega è certamente il suo colore cangiante. La superficie lucida colpita da una fonte luminosa innesca una serie di riflessi che catturano e guidano lo sguardo lungo i profili morbidi dell’animale. Nel riproporre le forme della civetta, l’artista non ha perseguito un fine naturalistico concentrandosi, piuttosto, sul far emergere le qualità materiche della maiolica dipinta… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Leandro Lega (Faenza, 1924 – 2002) Civetta Anni Ottanta-Novanta Maiolica smaltata, cm 22x18x18 Firmato sotto la base: «Lega Faenza»

A rendere particolarmente affascinante la Civetta in maiolica di Faenza realizzata da Leandro Lega è certamente il suo colore cangiante. La superficie lucida colpita da una fonte luminosa innesca una serie di riflessi che catturano e guidano lo sguardo lungo i profili morbidi dell’animale. Nel riproporre le forme della civetta, l’artista non ha perseguito un fine naturalistico concentrandosi, piuttosto, sul far emergere le qualità materiche della maiolica dipinta… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Mario Sironi (Sassari, 1885 – Milano 1961) Galli 1923-1924 tempera su carta, cm 46x32

L’opera è forse da ricondursi all’intensa attività di illustratore di Mario Sironi, coinvolto in importanti progetti editoriali lungo tutto l’arco della sua carriera. Lontano dai soggetti a carattere pubblico e sociale della sua produzione più politica – per quanto sia difficile formulare ipotesi ed escludere la destinazione dell’opera a qualche iniziativa di propaganda agraria – il soggetto animale trova riscontro, fra gli anni Venti e Trenta, soprattutto in alcune illustrazioni di novelle… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Mario Sironi (Sassari, 1885 – Milano 1961) Galli 1923-1924 tempera su carta, cm 46x32

L’opera è forse da ricondursi all’intensa attività di illustratore di Mario Sironi, coinvolto in importanti progetti editoriali lungo tutto l’arco della sua carriera. Lontano dai soggetti a carattere pubblico e sociale della sua produzione più politica – per quanto sia difficile formulare ipotesi ed escludere la destinazione dell’opera a qualche iniziativa di propaganda agraria – il soggetto animale trova riscontro, fra gli anni Venti e Trenta, soprattutto in alcune illustrazioni di novelle… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Torquato Tamagnini (Perugia, 1886 - Roma, 1965) Gatto sulle rocce terracotta dipinta, h 64 cm

I soggetti animali sono piuttosto diffusi nell’opera di Tamagnini, sia come comprimari che come protagonisti assoluti. In questo caso, il gatto è modellato seguendo poche linee ben definite, con la resa sinuosa ed elegante del corpo la cui muscolatura tagliente si avvicina a certi esiti simbolisti della scultura contemporanea di inizio Novecento. Il modo in cui l’artista ha lavorato la materia, approfittando della malleabilità della creta per raggiungere esiti plastici ben definiti, non lascia soluzione di continuità tra il corpo del felino e la solidità della roccia dalla quale il soggetto sembra prendere vita…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Torquato Tamagnini (Perugia, 1886 - Roma, 1965) Gatto sulle rocce terracotta dipinta, h 64 cm

I soggetti animali sono piuttosto diffusi nell’opera di Tamagnini, sia come comprimari che come protagonisti assoluti. In questo caso, il gatto è modellato seguendo poche linee ben definite, con la resa sinuosa ed elegante del corpo la cui muscolatura tagliente si avvicina a certi esiti simbolisti della scultura contemporanea di inizio Novecento. Il modo in cui l’artista ha lavorato la materia, approfittando della malleabilità della creta per raggiungere esiti plastici ben definiti, non lascia soluzione di continuità tra il corpo del felino e la solidità della roccia dalla quale il soggetto sembra prendere vita…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Renzo Vespignani (Roma, 1924-2001) Randagio in corsa 1994 matita su carta, 99 x 66 cm titolato, firmato e datato in basso a sinistra: Randagio in corsa - Vespignani 94

Il realismo esasperato e la resa cruda e brutale del soggetto in movimento, immortalato nello sforzo della corsa che ne mette in risalto la muscolatura e le mascelle trasfigurate, avvicinano l’arte di Vespignani alla tradizione grafica tedesca di inizio Novecento. Seppure con la mediazione degli esempi a lui più prossimi della Scuola Romana (soprattutto Alberto Zivieri, Scipione e Mario Mafai), Vespignani sembra apprezzare e trarre ispirazione dai lavori di Otto Dix e, soprattutto, di George Grosz scoperto nei mesi precedenti all’invasione nazista della Capitale…...per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Renzo Vespignani (Roma, 1924-2001) Randagio in corsa 1994 matita su carta, 99 x 66 cm titolato, firmato e datato in basso a sinistra: Randagio in corsa - Vespignani 94

Il realismo esasperato e la resa cruda e brutale del soggetto in movimento, immortalato nello sforzo della corsa che ne mette in risalto la muscolatura e le mascelle trasfigurate, avvicinano l’arte di Vespignani alla tradizione grafica tedesca di inizio Novecento. Seppure con la mediazione degli esempi a lui più prossimi della Scuola Romana (soprattutto Alberto Zivieri, Scipione e Mario Mafai), Vespignani sembra apprezzare e trarre ispirazione dai lavori di Otto Dix e, soprattutto, di George Grosz scoperto nei mesi precedenti all’invasione nazista della Capitale…...per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Mario Sironi (Sassari, 1885 – Milano 1961) Pantera 1954 acquerello su carta, cm 20x25,5

Esposizioni:

1985     Sironi: opere 1902-1960 (Sassari, Banco di Sardegna) catalogo a cura di M. Penelope, De Luca Editori d’Arte, Roma 1985, cat. n. 84 p. 86 (Felino)



Esposta come Felino all’importante mostra antologica organizzata a Sassari per il centenario della nascita del grande artista italiano, questa Pantera del 1954 costituisce un’opera interessante nella produzione di Mario Sironi […]. Curioso che nello stesso 1954 proprio una temibile pantera sia stata protagonista della scena cinematografica internazionale, con il film La Belva (Track of the Cat) di William Augustus Wellman… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Mario Sironi (Sassari, 1885 – Milano 1961) Pantera 1954 acquerello su carta, cm 20x25,5

Esposizioni:
1985     Sironi: opere 1902-1960 (Sassari, Banco di Sardegna) catalogo a cura di M. Penelope, De Luca Editori d’Arte, Roma 1985, cat. n. 84 p. 86 (Felino)

Esposta come Felino all’importante mostra antologica organizzata a Sassari per il centenario della nascita del grande artista italiano, questa Pantera del 1954 costituisce un’opera interessante nella produzione di Mario Sironi […]. Curioso che nello stesso 1954 proprio una temibile pantera sia stata protagonista della scena cinematografica internazionale, con il film La Belva (Track of the Cat) di William Augustus Wellman… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Patrik Alò (Roma 1975) Gatto 2007 Materiale ferroso di recupero, cm 17x30x62

Un po’ meno distanti ci sembrano gli antichi egizi quando leggiamo che chiamavano il gatto “Mau”. Noi non ci rasiamo più le sopracciglia in segno di lutto quando ci muore il felino di casa, ne’ mai penseremmo di uccidere un uomo se rendesse colpevole della morte di un gatto come facevano loro, ma i gatti però ancora ricordano di essere stati venerati come dei e mummificati come faraoni, ce lo dice la loro posa ieratica, il loro atteggiamento superiore e dignitoso all’eccesso, i loro occhi di turchese, d’acquamarina o di corniola che sono ancora incastonati nelle loro orbite di idoli antichi. Questo gatto di Patrick è certamente un gatto egizio, elegante e sintetico come un geroglifico di se stesso.

Patrik Alò (Roma 1975) Gatto 2007 Materiale ferroso di recupero, cm 17x30x62

Un po’ meno distanti ci sembrano gli antichi egizi quando leggiamo che chiamavano il gatto “Mau”. Noi non ci rasiamo più le sopracciglia in segno di lutto quando ci muore il felino di casa, ne’ mai penseremmo di uccidere un uomo se rendesse colpevole della morte di un gatto come facevano loro, ma i gatti però ancora ricordano di essere stati venerati come dei e mummificati come faraoni, ce lo dice la loro posa ieratica, il loro atteggiamento superiore e dignitoso all’eccesso, i loro occhi di turchese, d’acquamarina o di corniola che sono ancora incastonati nelle loro orbite di idoli antichi. Questo gatto di Patrick è certamente un gatto egizio, elegante e sintetico come un geroglifico di se stesso.

Andrea Fortina (Oleggio, 1960) Riti Notturni 2 (Medusa luminosa) 2008 Olio su lavagna, cm 41 x 29

Il nero della lavagna finge con arte l’oscurità che anche di giorno i raggi solari non possono raggiungere, in cui la bizzarra chimica degli esseri che la abitano accende nell’acqua perenni fuochi artificiali, stelle filanti di luminosa gelatina, velenosi come i brillanti colori serviti a descriverle, visioni che trascorrono nel buio come quelle che ci appaiono ad occhi chiusi nella notte… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Andrea Fortina (Oleggio, 1960) Riti Notturni 2 (Medusa luminosa) 2008 Olio su lavagna, cm 41 x 29

Il nero della lavagna finge con arte l’oscurità che anche di giorno i raggi solari non possono raggiungere, in cui la bizzarra chimica degli esseri che la abitano accende nell’acqua perenni fuochi artificiali, stelle filanti di luminosa gelatina, velenosi come i brillanti colori serviti a descriverle, visioni che trascorrono nel buio come quelle che ci appaiono ad occhi chiusi nella notte… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968) Moby Dick 1964 Tecnica mista su cartoncino, cm 23 x 50,5

Il mare, e più in generale l’acqua, è certamente l’elemento che più si è fatto segno della poeticità che caratterizza la ricerca artistica di Pino Pascali. Tanto nella sua biografia, quanto nelle opere, il mare ritorna con grande frequenza: da quello reale che bagna la costa di Polignano a Mare, città dove viveva la sua famiglia, a quello evocato in opere celebri come i 32 mq di mare circa, sino al “mare notturno di lattiginosa bianchezza” descritto da Herman Melville nel suo Moby Dick e rappresentato da Pascali nell’opera qui presentata… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968) Moby Dick 1964 Tecnica mista su cartoncino, cm 23 x 50,5

Il mare, e più in generale l’acqua, è certamente l’elemento che più si è fatto segno della poeticità che caratterizza la ricerca artistica di Pino Pascali. Tanto nella sua biografia, quanto nelle opere, il mare ritorna con grande frequenza: da quello reale che bagna la costa di Polignano a Mare, città dove viveva la sua famiglia, a quello evocato in opere celebri come i 32 mq di mare circa, sino al “mare notturno di lattiginosa bianchezza” descritto da Herman Melville nel suo Moby Dick e rappresentato da Pascali nell’opera qui presentata… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Enrico Sacchetti (Roma, 1877 – Settignano, 1967) Pesci rossi 1920 ca. Tempera su carta, cm. 33 x 24 Sigla in alto a sinistra “ES”

La tempera di Enrico Sacchetti qui proposta rappresenta tre curiosi ed animati pesci rossi intenti a nuotare liberamente, probabilmente proprio nella boccia di vetro che li ospita. L’attenzione dei tre animali sembra essere stata catturata dalla presenza di una bolla d’aria creatasi all’interno dell’acquario. Essi sono brillantemente ritratti dall’artista che, con il solo utilizzo di pochi colori base (blu, rosso, giallo) riesce a conferire stupore, vivacità e dinamismo ai loro corpi che appaiono vivi e guizzanti.

Enrico Sacchetti (Roma, 1877 – Settignano, 1967) Pesci rossi 1920 ca. Tempera su carta, cm. 33 x 24 Sigla in alto a sinistra “ES”

La tempera di Enrico Sacchetti qui proposta rappresenta tre curiosi ed animati pesci rossi intenti a nuotare liberamente, probabilmente proprio nella boccia di vetro che li ospita. L’attenzione dei tre animali sembra essere stata catturata dalla presenza di una bolla d’aria creatasi all’interno dell’acquario. Essi sono brillantemente ritratti dall’artista che, con il solo utilizzo di pochi colori base (blu, rosso, giallo) riesce a conferire stupore, vivacità e dinamismo ai loro corpi che appaiono vivi e guizzanti.

Ercole Drei, attribuito (Faenza 1886 – Roma 1973) Pesce Onice su base di alabastro, cm 31x53x21

Bloccato durante un ultimo colpo di pinna, con la bocca ancora leggermente aperta, il pesce appare letteralmente pietrificato, rimandando subito alle immagini dei fossili, testimonianze di un istante di vita che si è fermato nel tempo. L’irregolare base di alabastro che lo sostiene, contribuisce a donargli una certa leggerezza, dando l’impressione che il pesce stia nuotando nell’aria nonostante il peso specifico della materia che lo compone. È proprio quest’ultima, con le sue straordinarie venature che dai toni più scuri della base si schiariscono verso la cresta, a suggerire la persistenza di una forma di vitalità sotto le squame perfettamente scolpite dal talentuoso artista che ha realizzato l’opera….per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Ercole Drei, attribuito (Faenza 1886 – Roma 1973) Pesce Onice su base di alabastro, cm 31x53x21

Bloccato durante un ultimo colpo di pinna, con la bocca ancora leggermente aperta, il pesce appare letteralmente pietrificato, rimandando subito alle immagini dei fossili, testimonianze di un istante di vita che si è fermato nel tempo. L’irregolare base di alabastro che lo sostiene, contribuisce a donargli una certa leggerezza, dando l’impressione che il pesce stia nuotando nell’aria nonostante il peso specifico della materia che lo compone. È proprio quest’ultima, con le sue straordinarie venature che dai toni più scuri della base si schiariscono verso la cresta, a suggerire la persistenza di una forma di vitalità sotto le squame perfettamente scolpite dal talentuoso artista che ha realizzato l’opera….per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Velasco Vitali (Bellano 1960) Steins 2009 Ferro e lamiera, cm 75 x 46 x 116

La scultura di Velasco Vitali rappresenta un cane a grandezza naturale nell’atto di indietreggiare di fronte ad un pericolo imminente, come sottolineano bene la coda bassa tenuta tra le gambe e l’evidente tensione muscolare delle zampe posteriori. Nelle sculture dell’artista è tangibile la capacità emotiva di saper trasporre nei movimenti e nelle posture dei suoi “bracchi” (canide ricorrente nella sua produzione artistica) aspetti unici della natura umana che li lega indissolubilmente alla metafora della realtà attuale. Nella poetica figurativa del Vitali infatti, più che semplici fedeli compagni di viaggio, essi incarnano una forma di alter ego umano…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021

 

Velasco Vitali (Bellano 1960) Steins 2009 Ferro e lamiera, cm 75 x 46 x 116

La scultura di Velasco Vitali rappresenta un cane a grandezza naturale nell’atto di indietreggiare di fronte ad un pericolo imminente, come sottolineano bene la coda bassa tenuta tra le gambe e l’evidente tensione muscolare delle zampe posteriori. Nelle sculture dell’artista è tangibile la capacità emotiva di saper trasporre nei movimenti e nelle posture dei suoi “bracchi” (canide ricorrente nella sua produzione artistica) aspetti unici della natura umana che li lega indissolubilmente alla metafora della realtà attuale. Nella poetica figurativa del Vitali infatti, più che semplici fedeli compagni di viaggio, essi incarnano una forma di alter ego umano…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021
 

Patrik Alò (Roma 1975) Civetta 2002 Materiale ferroso di recupero, cm 10x10x22

Ognuno che voglia esser filosofo deve tener cara la ragione, e la dea che la personifica, Minerva. Così come gli ateniesi modellavano nottole di terracotta dipinta per vasetti d’aromi e lucerne, Patrick ha assemblato la sua, essenziale come una granata, perché come efficiente fermacarte porti un po’ della saggezza della dea sul nostro tavolo da lavoro.

Patrik Alò (Roma 1975) Civetta 2002 Materiale ferroso di recupero, cm 10x10x22

Ognuno che voglia esser filosofo deve tener cara la ragione, e la dea che la personifica, Minerva. Così come gli ateniesi modellavano nottole di terracotta dipinta per vasetti d’aromi e lucerne, Patrick ha assemblato la sua, essenziale come una granata, perché come efficiente fermacarte porti un po’ della saggezza della dea sul nostro tavolo da lavoro.

Fabrizio Clerici (Milano, 1913 - Roma, 1993) Omaggio a Dürer 1978 Penna rossa su carta, cm 51x73 Firmato sul piedistallo a destra ‘F. Clerici’

Il disegno in mostra è insieme citazione e tributo ad una celebre invenzione – visionaria, è il caso di sottolinearlo – del grande artista tedesco: l’incisione del Rinoceronte. Dürer non vide mai l’animale, ma lo raffigurò basandosi su una descrizione, che bastò per disegnare ed incidere fattezze fantastiche che trasformano le pieghe della sua pelle in un’armatura. Un’immagine di tale ambiguità da essere destinata a riutilizzi disparati, curiosamente proprio in Italia: sarebbe stata adottata per la sua forza come stemma dal duca Alessandro de’ Medici, prima di essere riproposta come curiosità nelle pagine naturalistiche dell’Aldrovandi.

Clerici ne recupera la memoria, la cui stratificazione nella storia corrisponde nell’immagine a quella geologica della pietrificazione, in un enigmatico simulacro posto su una base scultorea che riporta il monogramma di Dürer… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Fabrizio Clerici (Milano, 1913 - Roma, 1993) Omaggio a Dürer 1978 Penna rossa su carta, cm 51x73 Firmato sul piedistallo a destra ‘F. Clerici’

Il disegno in mostra è insieme citazione e tributo ad una celebre invenzione – visionaria, è il caso di sottolinearlo – del grande artista tedesco: l’incisione del Rinoceronte. Dürer non vide mai l’animale, ma lo raffigurò basandosi su una descrizione, che bastò per disegnare ed incidere fattezze fantastiche che trasformano le pieghe della sua pelle in un’armatura. Un’immagine di tale ambiguità da essere destinata a riutilizzi disparati, curiosamente proprio in Italia: sarebbe stata adottata per la sua forza come stemma dal duca Alessandro de’ Medici, prima di essere riproposta come curiosità nelle pagine naturalistiche dell’Aldrovandi.
Clerici ne recupera la memoria, la cui stratificazione nella storia corrisponde nell’immagine a quella geologica della pietrificazione, in un enigmatico simulacro posto su una base scultorea che riporta il monogramma di Dürer… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Fabrizio Clerici (Milano, 1913 - Roma, 1993) Pro-Menade 1973 Dittico, olio su tavola, cm 120x240 Firmato e datato sul pannello sinistro, in basso a sinistra ‘F. Clerici 73’

Esposizioni: 

1973 Bologna, Galleria Forni, Fabrizio Clerici, cat. n. 26 (ill.).

1987 Caserta, Palazzo Reale, Fabrizio Clerici. Qual linea al centro, cat. n. 26-26 bis (ill.).

1990 Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Fabrizio Clerici, cat. n. 57 (ill.).

1998 Cesena, Galleria Comunale d’Arte, Fabrizio Clerici, cat. n. 13.

1999 Conegliano, Palazzo Sarcinelli, Clerici. Opere 1928-1992, cat. p. 119 (ill.).

2007 Marsala, Convento del Carmine, Fabrizio Clerici. Opere 1937-1992, cat. n. 29 (ill.).



Bibliografia: 

Patrick Waldberg, Fabrizio Clerici, Bologna, Grafis/Propyläen, 1975 [edizione italiana], fig. 174.

Fabrizio Clerici, catalogo della mostra (Ferrara, Palazzo dei Diamanti) con presentazione di Federico Zeri, Casalecchio di Reno, Grafis Edizioni, 1983, p. 81 (ill.).

Gesualdo Bufalino, Latitudine Clerici, in Fabrizio Clerici. Qual linea al centro, catalogo della mostra (Caserta, Palazzo Reale), Milano, Franco Maria Ricci, 1987, p. 12.

Fabrizio Clerici, nel centenario della nascita (1913-1993), a cura dell’Archivio Fabrizio Clerici, Ginevra-Milano, Skira, 2013, p. 216 (ill.).





Pro-Menade è composta da due tavole di identico formato, ognuna raffigurante una stanza vuota. Sul margine sinistro del pannello di destra, dove idealmente si colloca il punto di vista dello spettatore, un’apertura mette in comunicazione i due ambienti, che si direbbero parte di una successione infinita. 

La prospettiva delle stanze è cieca: lo sottolinea un pavimento a scacchi, preso in prestito come stratagemma da una certa pittura tosco-umbra del XV secolo, il cui sviluppo in profondità viene drasticamente interrotto dal muro di fondo. In questo luogo apparentemente privo di possibilità, un cavallo furioso, sempre significativo nella produzione di Clerici, irrompe da una stanza all’estrema destra, rivolto verso una misteriosa fonte di luce. Il suo ingresso drammatico porta con sé la rivelazione trasversale del tempo: attraversa il campo pittorico come la storia attraversa l’esistente.… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Fabrizio Clerici (Milano, 1913 - Roma, 1993) Pro-Menade 1973 Dittico, olio su tavola, cm 120x240 Firmato e datato sul pannello sinistro, in basso a sinistra ‘F. Clerici 73’

Esposizioni: 
1973 Bologna, Galleria Forni, Fabrizio Clerici, cat. n. 26 (ill.).
1987 Caserta, Palazzo Reale, Fabrizio Clerici. Qual linea al centro, cat. n. 26-26 bis (ill.).
1990 Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Fabrizio Clerici, cat. n. 57 (ill.).
1998 Cesena, Galleria Comunale d’Arte, Fabrizio Clerici, cat. n. 13.
1999 Conegliano, Palazzo Sarcinelli, Clerici. Opere 1928-1992, cat. p. 119 (ill.).
2007 Marsala, Convento del Carmine, Fabrizio Clerici. Opere 1937-1992, cat. n. 29 (ill.).

Bibliografia: 
Patrick Waldberg, Fabrizio Clerici, Bologna, Grafis/Propyläen, 1975 [edizione italiana], fig. 174.
Fabrizio Clerici, catalogo della mostra (Ferrara, Palazzo dei Diamanti) con presentazione di Federico Zeri, Casalecchio di Reno, Grafis Edizioni, 1983, p. 81 (ill.).
Gesualdo Bufalino, Latitudine Clerici, in Fabrizio Clerici. Qual linea al centro, catalogo della mostra (Caserta, Palazzo Reale), Milano, Franco Maria Ricci, 1987, p. 12.
Fabrizio Clerici, nel centenario della nascita (1913-1993), a cura dell’Archivio Fabrizio Clerici, Ginevra-Milano, Skira, 2013, p. 216 (ill.).


Pro-Menade è composta da due tavole di identico formato, ognuna raffigurante una stanza vuota. Sul margine sinistro del pannello di destra, dove idealmente si colloca il punto di vista dello spettatore, un’apertura mette in comunicazione i due ambienti, che si direbbero parte di una successione infinita. 
La prospettiva delle stanze è cieca: lo sottolinea un pavimento a scacchi, preso in prestito come stratagemma da una certa pittura tosco-umbra del XV secolo, il cui sviluppo in profondità viene drasticamente interrotto dal muro di fondo. In questo luogo apparentemente privo di possibilità, un cavallo furioso, sempre significativo nella produzione di Clerici, irrompe da una stanza all’estrema destra, rivolto verso una misteriosa fonte di luce. Il suo ingresso drammatico porta con sé la rivelazione trasversale del tempo: attraversa il campo pittorico come la storia attraversa l’esistente.… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Anonimo Coccodrillo Bronzo patinato, cm. 44x202x63

Sebbene non si conosca la provenienza di questo grande coccodrillo in bronzo patinato, il tubo che fuoriesce dalle sue fauci dichiara immediatamente la sua funzione ornamentale. La scultura, infatti, era sicuramente utilizzata per far sgorgare l’acqua in una piscina o in una vera e propria fontana nel giardino di una villa…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Anonimo Coccodrillo Bronzo patinato, cm. 44x202x63

Sebbene non si conosca la provenienza di questo grande coccodrillo in bronzo patinato, il tubo che fuoriesce dalle sue fauci dichiara immediatamente la sua funzione ornamentale. La scultura, infatti, era sicuramente utilizzata per far sgorgare l’acqua in una piscina o in una vera e propria fontana nel giardino di una villa…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Angelo Biancini (Castel Bolognese, 1911 - Castel Bolognese, 1988) Cavallo 1974 firmato sulla placchetta applicata alla base: Angelo Biancini bronzo, h 20 cm

Bibliografia:

C. Arean, Piccoli bronzi di Angelo Biancini, Edizioni Ghelfi, Verona, 1973, n. 79 (Cavallina innamorata); G. Mascherpa, Sculture di Angelo Biancini dal 1945 al 1975, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 1975, n. 109.



La formazione di Angelo Biancini iniziò a Firenze dove, allievo di Libero Andreotti all’Istituto d’Arte cittadino, si diplomò nel 1934. I numerosi piccoli bronzi realizzati a partire dagli anni Settanta sono opere finite anche se simili a bozzetti per lavori da riportare su scala maggiore; in questi, il sentimento domestico e ritirato dell’artista trova tutta la sua espressione nella raffigurazione di animali o figure legate alla tradizione popolare e religiosa. 

Il Cavallo qui presentato appartiene proprio a quest’ultima fase ed è montato, come del resto quasi tutte le opere di quel decennio, su una spartana base in legno chiaro… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Angelo Biancini (Castel Bolognese, 1911 - Castel Bolognese, 1988) Cavallo 1974 firmato sulla placchetta applicata alla base: Angelo Biancini bronzo, h 20 cm

Bibliografia:
C. Arean, Piccoli bronzi di Angelo Biancini, Edizioni Ghelfi, Verona, 1973, n. 79 (Cavallina innamorata); G. Mascherpa, Sculture di Angelo Biancini dal 1945 al 1975, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 1975, n. 109.

La formazione di Angelo Biancini iniziò a Firenze dove, allievo di Libero Andreotti all’Istituto d’Arte cittadino, si diplomò nel 1934. I numerosi piccoli bronzi realizzati a partire dagli anni Settanta sono opere finite anche se simili a bozzetti per lavori da riportare su scala maggiore; in questi, il sentimento domestico e ritirato dell’artista trova tutta la sua espressione nella raffigurazione di animali o figure legate alla tradizione popolare e religiosa. 
Il Cavallo qui presentato appartiene proprio a quest’ultima fase ed è montato, come del resto quasi tutte le opere di quel decennio, su una spartana base in legno chiaro… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Anonimo Civetta Bronzo, cm 21x25x15,5

La piccola scultura in bronzo rappresentante una civetta si caratterizza per il raffinatissimo trattamento della superficie metallica. L’artista dimostra in quest’opera il suo indubitabile talento nell’uso del cesello, lasciando intendere una consuetudine con questo strumento. A un primo sguardo, l’impiego del piccolo scalpello, utilizzato per decorare e rifinire le superfici metalliche, sembrerebbe finalizzato a garantire una resa naturalistica del leggero piumaggio del rapace arrivando a trasfigurare il bronzo… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Anonimo Civetta Bronzo, cm 21x25x15,5

La piccola scultura in bronzo rappresentante una civetta si caratterizza per il raffinatissimo trattamento della superficie metallica. L’artista dimostra in quest’opera il suo indubitabile talento nell’uso del cesello, lasciando intendere una consuetudine con questo strumento. A un primo sguardo, l’impiego del piccolo scalpello, utilizzato per decorare e rifinire le superfici metalliche, sembrerebbe finalizzato a garantire una resa naturalistica del leggero piumaggio del rapace arrivando a trasfigurare il bronzo… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Marino Marini (Pistoia 1901 – Viareggio 1980) Cavallo Carboncino su carta vergata, cm 34 x 24 Firmato in basso a centro “MARINO”

Il cavallo disegnato a carboncino da Marino Marini presenta nella sua semplicità tutta la forza di un’immagine emblematica. Attraverso una sintesi estrema, Marino, come si firma l’artista tra le zampe dell’animale, restituisce l’immagine archetipica del cavallo, vero e proprio topos della sua produzione scultorea, grafica e pittorica. L’opera è stata realizzata per lo storico ristorante La Colomba a Venezia… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Marino Marini (Pistoia 1901 – Viareggio 1980) Cavallo Carboncino su carta vergata, cm 34 x 24 Firmato in basso a centro “MARINO”

Il cavallo disegnato a carboncino da Marino Marini presenta nella sua semplicità tutta la forza di un’immagine emblematica. Attraverso una sintesi estrema, Marino, come si firma l’artista tra le zampe dell’animale, restituisce l’immagine archetipica del cavallo, vero e proprio topos della sua produzione scultorea, grafica e pittorica. L’opera è stata realizzata per lo storico ristorante La Colomba a Venezia… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Anonimo Testa di cavallo Ferro, cm 70x64,5x15

Il cavallo disegnato a carboncino da Marino Marini presenta nella sua semplicità tutta la forza di un’immagine emblematica. Attraverso una sintesi estrema, Marino, come si firma l’artista tra le zampe dell’animale, restituisce l’immagine archetipica del cavallo, vero e proprio topos della sua produzione scultorea, grafica e pittorica. L’opera è stata realizzata per lo storico ristorante La Colomba a Venezia… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Anonimo Testa di cavallo Ferro, cm 70x64,5x15

Il cavallo disegnato a carboncino da Marino Marini presenta nella sua semplicità tutta la forza di un’immagine emblematica. Attraverso una sintesi estrema, Marino, come si firma l’artista tra le zampe dell’animale, restituisce l’immagine archetipica del cavallo, vero e proprio topos della sua produzione scultorea, grafica e pittorica. L’opera è stata realizzata per lo storico ristorante La Colomba a Venezia… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Marino Marini (Pistoia, 1901 – Viareggio, 1980) Cavalli 1953 Olio su carta, cm 61,5x41 Firmato in basso a destra: «MARINO 1953»

Bibliografia:

G. Di San Lazzaro, Marino Marini. L’opera completa, Milano 1970, p. 458, n. 83; L. Papi, Marino Marini pittore, Ivrea 1987, n. 217, p. 112.



Quello che lega Marino Marini ai cavalli è certamente uno dei connubi più fortunati della storia dell’arte italiana del Novecento. Scolpito, dipinto, inciso, disegnato, il cavallo si presenta come uno dei lemmi più ricorrenti nel complesso vocabolario artistico coniato dall’artista nel corso della sua florida carriera. In Cavalli, Marini sfrutta le qualità del mezzo grafico per smaterializzare i corpi degli animali, piegarli alla bidimensionalità del supporto e presentarli come delle silhouette. Il tentativo di dare plasticità attraverso i contrasti chiaroscurali sembra destinato a restare subordinato alla superiorità dell’elemento lineare…. per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Marino Marini (Pistoia, 1901 – Viareggio, 1980) Cavalli 1953 Olio su carta, cm 61,5x41 Firmato in basso a destra: «MARINO 1953»

Bibliografia:
G. Di San Lazzaro, Marino Marini. L’opera completa, Milano 1970, p. 458, n. 83; L. Papi, Marino Marini pittore, Ivrea 1987, n. 217, p. 112.

Quello che lega Marino Marini ai cavalli è certamente uno dei connubi più fortunati della storia dell’arte italiana del Novecento. Scolpito, dipinto, inciso, disegnato, il cavallo si presenta come uno dei lemmi più ricorrenti nel complesso vocabolario artistico coniato dall’artista nel corso della sua florida carriera. In Cavalli, Marini sfrutta le qualità del mezzo grafico per smaterializzare i corpi degli animali, piegarli alla bidimensionalità del supporto e presentarli come delle silhouette. Il tentativo di dare plasticità attraverso i contrasti chiaroscurali sembra destinato a restare subordinato alla superiorità dell’elemento lineare…. per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Orfeo Tamburi (Jesi, 1910 - Parigi, 1994) Don Camaleo 1958 tempera su carta, cm 37x28

Questa tempera fu realizzata come illustrazione per il romanzo fantapolitico Don Camaleo di Curzio Malaparte. Pubblicato inizialmente come supplemento de “Il Giornale di Genova” nel 1926 e poi dato liberamente alle stampe dall’editore Vallecchi solo nel 1946, Don Camaleo è uno scritto contro la politica di Benito Mussolini, confrontato con un camaleonte. Nello scritto di Malaparte, infatti, l’abilità del rettile di cambiare colore per adattarsi a quello dell’ambiente circostante si traspone nella questione etica-morale del trasformismo politico, di colui che cambia idea come il proprio colore. 

Su un eloquente fondo nero, il camaleonte assume i colori del ramo su cui troneggia, quelli della bandiera italiana.

Orfeo Tamburi (Jesi, 1910 - Parigi, 1994) Don Camaleo 1958 tempera su carta, cm 37x28

Questa tempera fu realizzata come illustrazione per il romanzo fantapolitico Don Camaleo di Curzio Malaparte. Pubblicato inizialmente come supplemento de “Il Giornale di Genova” nel 1926 e poi dato liberamente alle stampe dall’editore Vallecchi solo nel 1946, Don Camaleo è uno scritto contro la politica di Benito Mussolini, confrontato con un camaleonte. Nello scritto di Malaparte, infatti, l’abilità del rettile di cambiare colore per adattarsi a quello dell’ambiente circostante si traspone nella questione etica-morale del trasformismo politico, di colui che cambia idea come il proprio colore. 
Su un eloquente fondo nero, il camaleonte assume i colori del ramo su cui troneggia, quelli della bandiera italiana.

Francesco Casorati (Torino, 1934 – 2013) Cavalletta 1982 Acrilico su cartone, cm 44 x 44 Firmato in basso al centro

La cavalletta dipinta da Francesco Casorati s’impone per la sua monumentalità. In confronto, la luna che campeggia nel cielo è un piccolo cerchio di luce. Lo stile icastico con cui Casorati restituisce l’immagine dell’insetto e le dimensioni che gli attribuisce contribuiscono a dichiararne il valore paradigmatico. Sebbene nella Cavalletta emerga il tentativo di collocare il soggetto in un contesto naturalistico – si noti, ad esempio, l’attenzione con cui Casorati ha voluto rendere l’effetto dell’erba e la stessa presenza della luna – di fatto, lo stile utilizzato e la scelta dei colori rimandano a una fonte visionaria, fiabesca, molto più vicina al sogno che alla realtà…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021. 

Francesco Casorati (Torino, 1934 – 2013) Cavalletta 1982 Acrilico su cartone, cm 44 x 44 Firmato in basso al centro

La cavalletta dipinta da Francesco Casorati s’impone per la sua monumentalità. In confronto, la luna che campeggia nel cielo è un piccolo cerchio di luce. Lo stile icastico con cui Casorati restituisce l’immagine dell’insetto e le dimensioni che gli attribuisce contribuiscono a dichiararne il valore paradigmatico. Sebbene nella Cavalletta emerga il tentativo di collocare il soggetto in un contesto naturalistico – si noti, ad esempio, l’attenzione con cui Casorati ha voluto rendere l’effetto dell’erba e la stessa presenza della luna – di fatto, lo stile utilizzato e la scelta dei colori rimandano a una fonte visionaria, fiabesca, molto più vicina al sogno che alla realtà…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021. 

Lia Dall’Oglio Sicher (Venezia 1893 – Roma 1976) Scimmia allo specchio 1932 Olio su tavola, cm 51 x 56 Firmato in basso a destra “Lia Dall’Oglio Sicher”

Bibliografia:

Terza Mostra del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti del Lazio, Roma, Palazzo delle Esposizioni, marzo – aprile 1932, catalogo della mostra, Roma 1932; Lia Dall’Oglio Sicher, catalogo della mostra della Galleria Sylvia a cura di Guglielmo Pietroni, Roma 1969; C. Virno, Un’opera di Lia Dall’Oglio Sicher alla Galleria d’Arte Moderna: L’occasione per il recupero di una protagonista del Novecento, in «Bollettino dei Musei Comunali di Roma», XXXII, Gangemi Editore, Roma 2018.





Il dipinto su tavola Scimmia allo specchio, come si evince dall’etichetta sul retro, fu esposto per la prima volta a Roma, in occasione della Terza Mostra del Sindacato Fascista tenutasi a Palazzo delle Esposizioni nei mesi di marzo – aprile del 1932. Fu questa la prima mostra istituzionale a cui l’artista prese parte, pur avendo iniziato a dipingere nella sua prima gioventù…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Lia Dall’Oglio Sicher (Venezia 1893 – Roma 1976) Scimmia allo specchio 1932 Olio su tavola, cm 51 x 56 Firmato in basso a destra “Lia Dall’Oglio Sicher”

Bibliografia:
Terza Mostra del Sindacato Regionale Fascista Belle Arti del Lazio, Roma, Palazzo delle Esposizioni, marzo – aprile 1932, catalogo della mostra, Roma 1932; Lia Dall’Oglio Sicher, catalogo della mostra della Galleria Sylvia a cura di Guglielmo Pietroni, Roma 1969; C. Virno, Un’opera di Lia Dall’Oglio Sicher alla Galleria d’Arte Moderna: L’occasione per il recupero di una protagonista del Novecento, in «Bollettino dei Musei Comunali di Roma», XXXII, Gangemi Editore, Roma 2018.


Il dipinto su tavola Scimmia allo specchio, come si evince dall’etichetta sul retro, fu esposto per la prima volta a Roma, in occasione della Terza Mostra del Sindacato Fascista tenutasi a Palazzo delle Esposizioni nei mesi di marzo – aprile del 1932. Fu questa la prima mostra istituzionale a cui l’artista prese parte, pur avendo iniziato a dipingere nella sua prima gioventù…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Teschio di tricheco atlantico ossa e avorio, 68 x 24.5 x 27 cm XVIII sec. Odobenus rosmarus rosmarus

Questo teschio di tricheco, completo di zanne, è un reperto zoologico ancora molto ricercato dai collezionisti di rarità e curiosità naturali. La particolarità di questa specie, diffusa nelle zone settentrionali dell’Oceano Atlantico è proprio la presenza delle lunghe zanne in avorio la cui preziosità ha spesso determinato l’uccisione dei trichechi al solo fine di estrarle: per questo motivo è difficile reperire un esemplare completo nel mercato collezionistico… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Teschio di tricheco atlantico ossa e avorio, 68 x 24.5 x 27 cm XVIII sec. Odobenus rosmarus rosmarus

Questo teschio di tricheco, completo di zanne, è un reperto zoologico ancora molto ricercato dai collezionisti di rarità e curiosità naturali. La particolarità di questa specie, diffusa nelle zone settentrionali dell’Oceano Atlantico è proprio la presenza delle lunghe zanne in avorio la cui preziosità ha spesso determinato l’uccisione dei trichechi al solo fine di estrarle: per questo motivo è difficile reperire un esemplare completo nel mercato collezionistico… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Franz Anton von Scheidel (Vienna, 1731– 1801) Tricheco (Odobenus Rosmarus) matita e acquarello su carta, cm 50x34,5

Già raffigurato a mezzo busto da Albrecht Dürer nel 1521, il tricheco (Odobenus Rosmarus) deve il suo nome comune alle setole cornee-ovvero quei piccoli baffi ispidi-che si trovano sul suo labbro superiore: da questi deriva l’etimologia ϑρίξ τριχός “pelo” e ἔχω “avere”. La differenza fra la testa di tricheco qui esaminata e la versione dell’artista di Norimberga è, però, evidente, dovuta non solo alla distanza cronologica ma, soprattutto, al cambiamento di gusto e di mentalità segnato dal passaggio dalle Wunderkammer ai Gabinetti Scientifici. L’interesse verso le creature straordinarie, proprio nel senso di extrordinarius, ovvero fuori dall’ordinario, fu, appunto, inizialmente mosso dalla mera curiosità verso il raro e il bizzarro-racchiusi sotto l’amplissimo termine Mirabilia-fino ad evolversi in un approccio più specifico ed “enciclopedico” attraversando il Secolo dei Lumi…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Franz Anton von Scheidel (Vienna, 1731– 1801) Tricheco (Odobenus Rosmarus) matita e acquarello su carta, cm 50x34,5

Già raffigurato a mezzo busto da Albrecht Dürer nel 1521, il tricheco (Odobenus Rosmarus) deve il suo nome comune alle setole cornee-ovvero quei piccoli baffi ispidi-che si trovano sul suo labbro superiore: da questi deriva l’etimologia ϑρίξ τριχός “pelo” e ἔχω “avere”. La differenza fra la testa di tricheco qui esaminata e la versione dell’artista di Norimberga è, però, evidente, dovuta non solo alla distanza cronologica ma, soprattutto, al cambiamento di gusto e di mentalità segnato dal passaggio dalle Wunderkammer ai Gabinetti Scientifici. L’interesse verso le creature straordinarie, proprio nel senso di extrordinarius, ovvero fuori dall’ordinario, fu, appunto, inizialmente mosso dalla mera curiosità verso il raro e il bizzarro-racchiusi sotto l’amplissimo termine Mirabilia-fino ad evolversi in un approccio più specifico ed “enciclopedico” attraversando il Secolo dei Lumi…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Filippo Palizzi (Vasto, 1818 – Napoli, 1899) Volpe 1848 olio su tela, 53.2 x 66.5 cm firmato e datato in basso a destra: Fil. Palizzi 1848

La Volpe in agguato del 1848 potrebbe far parte di una serie a tema Caccia alla volpe pretesto per uno sconfinato album di tipi umani e animali inseriti in scene di genere, altro filone in cui Filippo Palizzi fu particolarmente produttivo. La passione per la cosiddetta pittura animalier si inserisce nel rinnovato interesse per la zoologia, conseguenza della cultura positivista dell’Ottocento, e per i ricchi compendi naturalistici del secolo precedente… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Filippo Palizzi (Vasto, 1818 – Napoli, 1899) Volpe 1848 olio su tela, 53.2 x 66.5 cm firmato e datato in basso a destra: Fil. Palizzi 1848

La Volpe in agguato del 1848 potrebbe far parte di una serie a tema Caccia alla volpe pretesto per uno sconfinato album di tipi umani e animali inseriti in scene di genere, altro filone in cui Filippo Palizzi fu particolarmente produttivo. La passione per la cosiddetta pittura animalier si inserisce nel rinnovato interesse per la zoologia, conseguenza della cultura positivista dell’Ottocento, e per i ricchi compendi naturalistici del secolo precedente… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Joseph Gott (Leeds (?), 1786 – Roma, 1860) Coppia di levrieri (Leo e Silvia) 1825 ca. marmo, cm 50x109,5x24 firmato sulla base a destra

Bibliografia: 

 Joseph Gott Sculptor, catalogo della mostra (Leeds, Stable Court Exhibition Galleries, Temple Newsam – Liverpool, Walker Art Gallery), London, Lund Humphries, 1972; I.Roscoe, E. Hardy, G. Sullivan, A Biographical Dictionary of sculptors in Britain, 1600-1851, New Haven and London, Yale University Press, 2009, pp. 541-547; M. Iuffrida, scheda in Cani in posa dall’antichità ad oggi, catalogo della mostra (La Venaria Reale) a cura di F. Petrucci, Milano, Silvana Editoriale, 2018, n. 8, p. 173.





Il gruppo di Leo e Silvia mutua dagli esempi antichi il senso del moto e quell’espressione dell’affetto che nella statuaria classica animale intendeva coinvolgere nell’intimo il fruitore. Si palesava così l’antico concetto, presente nella letteratura classica sin da Omero, secondo il quale il sentimento amoroso doveva accomunare tutti gli esseri dotati di un’anima, gli animalia, inclusi gli animali non umani (anima is the latin word for soul). L’opera è collocabile all’incirca entro il 1845, quando lo scultore iniziò a porre fine alla sua attività in seguito ad alcuni anni di crisi del turismo legata ad un’epidemia di colera… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Joseph Gott (Leeds (?), 1786 – Roma, 1860) Coppia di levrieri (Leo e Silvia) 1825 ca. marmo, cm 50x109,5x24 firmato sulla base a destra

Bibliografia: 
 Joseph Gott Sculptor, catalogo della mostra (Leeds, Stable Court Exhibition Galleries, Temple Newsam – Liverpool, Walker Art Gallery), London, Lund Humphries, 1972; I.Roscoe, E. Hardy, G. Sullivan, A Biographical Dictionary of sculptors in Britain, 1600-1851, New Haven and London, Yale University Press, 2009, pp. 541-547; M. Iuffrida, scheda in Cani in posa dall’antichità ad oggi, catalogo della mostra (La Venaria Reale) a cura di F. Petrucci, Milano, Silvana Editoriale, 2018, n. 8, p. 173.


Il gruppo di Leo e Silvia mutua dagli esempi antichi il senso del moto e quell’espressione dell’affetto che nella statuaria classica animale intendeva coinvolgere nell’intimo il fruitore. Si palesava così l’antico concetto, presente nella letteratura classica sin da Omero, secondo il quale il sentimento amoroso doveva accomunare tutti gli esseri dotati di un’anima, gli animalia, inclusi gli animali non umani (anima is the latin word for soul). L’opera è collocabile all’incirca entro il 1845, quando lo scultore iniziò a porre fine alla sua attività in seguito ad alcuni anni di crisi del turismo legata ad un’epidemia di colera… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli 1795 ca. Tempera su carta, cm 38x54 cadauno

Bibliografia: 

Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a

cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.



I quattro fogli, come i sei pannelli del medesimo artista presentati in mostra, sono riconducibili al

periodo genovese del decoratore e pittore di uccelli Carlo Antonio Raineri. Nella città ligure, dove si era recato nel corso dell’ultimo decennio del XVIII secolo provenendo da Milano, il Raineri produsse diverse serie di dipinti a carattere illustrativo per le dimore di campagna dei suoi committenti (vedi anche scheda precedente). Per realizzarle, egli si ispirò alle tavole realizzate da François-Nicolas Martinet per i volumi dell’Histoire naturelle des oiseaux (1770-1786), compresi nella monumentale impresa classificatoria di stampo illuminista dell’Histoire naturelle générale et particulière di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli 1795 ca. Tempera su carta, cm 38x54 cadauno

Bibliografia: 
Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a
cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.

I quattro fogli, come i sei pannelli del medesimo artista presentati in mostra, sono riconducibili al
periodo genovese del decoratore e pittore di uccelli Carlo Antonio Raineri. Nella città ligure, dove si era recato nel corso dell’ultimo decennio del XVIII secolo provenendo da Milano, il Raineri produsse diverse serie di dipinti a carattere illustrativo per le dimore di campagna dei suoi committenti (vedi anche scheda precedente). Per realizzarle, egli si ispirò alle tavole realizzate da François-Nicolas Martinet per i volumi dell’Histoire naturelle des oiseaux (1770-1786), compresi nella monumentale impresa classificatoria di stampo illuminista dell’Histoire naturelle générale et particulière di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli 1795 ca. Tempera su carta, cm 38x54 cadauno

Bibliografia: 

Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a

cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.



I quattro fogli, come i sei pannelli del medesimo artista presentati in mostra, sono riconducibili al

periodo genovese del decoratore e pittore di uccelli Carlo Antonio Raineri. Nella città ligure, dove si era recato nel corso dell’ultimo decennio del XVIII secolo provenendo da Milano, il Raineri produsse diverse serie di dipinti a carattere illustrativo per le dimore di campagna dei suoi committenti (vedi anche scheda precedente). Per realizzarle, egli si ispirò alle tavole realizzate da François-Nicolas Martinet per i volumi dell’Histoire naturelle des oiseaux (1770-1786), compresi nella monumentale impresa classificatoria di stampo illuminista dell’Histoire naturelle générale et particulière di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli 1795 ca. Tempera su carta, cm 38x54 cadauno

Bibliografia: 
Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a
cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.

I quattro fogli, come i sei pannelli del medesimo artista presentati in mostra, sono riconducibili al
periodo genovese del decoratore e pittore di uccelli Carlo Antonio Raineri. Nella città ligure, dove si era recato nel corso dell’ultimo decennio del XVIII secolo provenendo da Milano, il Raineri produsse diverse serie di dipinti a carattere illustrativo per le dimore di campagna dei suoi committenti (vedi anche scheda precedente). Per realizzarle, egli si ispirò alle tavole realizzate da François-Nicolas Martinet per i volumi dell’Histoire naturelle des oiseaux (1770-1786), compresi nella monumentale impresa classificatoria di stampo illuminista dell’Histoire naturelle générale et particulière di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a

cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.



Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore

Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla

raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.

Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo

decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di

pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a
cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.

Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore
Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla
raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.
Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo
decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di
pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a

cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.



Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore

Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla

raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.

Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo

decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di

pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a
cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.

Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore
Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla
raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.
Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo
decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di
pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a

cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.



Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore

Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla

raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.

Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo

decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di

pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a
cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.

Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore
Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla
raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.
Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo
decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di
pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a

cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.



Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore

Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla

raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.

Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo

decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di

pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a
cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.

Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore
Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla
raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.
Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo
decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di
pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a

cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.



Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore

Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla

raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.

Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo

decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di

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Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a
cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.

Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore
Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla
raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.
Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo
decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di
pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a

cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.



Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore

Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla

raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.

Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo

decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di

pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli esotici 1795 ca. Tempera su tela montata su tavola, cm 59x65 cadauno

Bibliografia: Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a
cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.

Le sei tele costituiscono un’importante testimonianza del periodo genovese del pittore e decoratore
Carlo Antonio Raineri, la cui attività, insieme a quella del figlio Vittorio, fu interamente dedicata alla
raffigurazione di uccelli inseriti in un contorno floreale.
Già decoratore di Palazzo Perego, della Villa Reale di Monza e del castello di Jerago, nell’ultimo
decennio del XVIII secolo il pittore si trasferì da Milano a Genova, dove realizzò diverse serie di
pannelli ornitologici per le ville di campagna della committenza aristocratica locale…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli 1795 ca. Tempera su carta, cm 38x54 cadauno

Bibliografia: 

Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a

cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.



I quattro fogli, come i sei pannelli del medesimo artista presentati in mostra, sono riconducibili al

periodo genovese del decoratore e pittore di uccelli Carlo Antonio Raineri. Nella città ligure, dove si era recato nel corso dell’ultimo decennio del XVIII secolo provenendo da Milano, il Raineri produsse diverse serie di dipinti a carattere illustrativo per le dimore di campagna dei suoi committenti (vedi anche scheda precedente). Per realizzarle, egli si ispirò alle tavole realizzate da François-Nicolas Martinet per i volumi dell’Histoire naturelle des oiseaux (1770-1786), compresi nella monumentale impresa classificatoria di stampo illuminista dell’Histoire naturelle générale et particulière di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli 1795 ca. Tempera su carta, cm 38x54 cadauno

Bibliografia: 
Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a
cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.

I quattro fogli, come i sei pannelli del medesimo artista presentati in mostra, sono riconducibili al
periodo genovese del decoratore e pittore di uccelli Carlo Antonio Raineri. Nella città ligure, dove si era recato nel corso dell’ultimo decennio del XVIII secolo provenendo da Milano, il Raineri produsse diverse serie di dipinti a carattere illustrativo per le dimore di campagna dei suoi committenti (vedi anche scheda precedente). Per realizzarle, egli si ispirò alle tavole realizzate da François-Nicolas Martinet per i volumi dell’Histoire naturelle des oiseaux (1770-1786), compresi nella monumentale impresa classificatoria di stampo illuminista dell’Histoire naturelle générale et particulière di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli 1795 ca. Tempera su carta, cm 38x54 cadauno

Bibliografia: 

Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a

cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.



I quattro fogli, come i sei pannelli del medesimo artista presentati in mostra, sono riconducibili al

periodo genovese del decoratore e pittore di uccelli Carlo Antonio Raineri. Nella città ligure, dove si era recato nel corso dell’ultimo decennio del XVIII secolo provenendo da Milano, il Raineri produsse diverse serie di dipinti a carattere illustrativo per le dimore di campagna dei suoi committenti (vedi anche scheda precedente). Per realizzarle, egli si ispirò alle tavole realizzate da François-Nicolas Martinet per i volumi dell’Histoire naturelle des oiseaux (1770-1786), compresi nella monumentale impresa classificatoria di stampo illuminista dell’Histoire naturelle générale et particulière di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Carlo Antonio Raineri (Milano, 1765 – 1826) Uccelli 1795 ca. Tempera su carta, cm 38x54 cadauno

Bibliografia: 
Gli uccelli dei Raineri, catalogo della mostra (Casalzuigno, Villa Della Porta-Bozzolo) a
cura di Roberta della Seta e Susanna Massari, Milano, Electa, 1994.

I quattro fogli, come i sei pannelli del medesimo artista presentati in mostra, sono riconducibili al
periodo genovese del decoratore e pittore di uccelli Carlo Antonio Raineri. Nella città ligure, dove si era recato nel corso dell’ultimo decennio del XVIII secolo provenendo da Milano, il Raineri produsse diverse serie di dipinti a carattere illustrativo per le dimore di campagna dei suoi committenti (vedi anche scheda precedente). Per realizzarle, egli si ispirò alle tavole realizzate da François-Nicolas Martinet per i volumi dell’Histoire naturelle des oiseaux (1770-1786), compresi nella monumentale impresa classificatoria di stampo illuminista dell’Histoire naturelle générale et particulière di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon…per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Gaetano Monti (Milano, 1751-1827) Toro 1819 ca. Bronzo, cm 51x63x23

Il nostro toro, razza Podolica, appartiene all’ultima stagione dell’arte di Monti, le opere certe che conosciamo sono state tutte create nella Milano Napoleonica o agli inizi della Restaurazione. Sappiamo di un toro di marmo conservato (si fa per dire è rotto a pezzi!) a Brera, un leone di gesso – modello per i bronzi dorati Strazza & Thomas – a Sondrio, una meravigliosa testa marmorea di toro è alla Galleria Nazionale di Washington… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Gaetano Monti (Milano, 1751-1827) Toro 1819 ca. Bronzo, cm 51x63x23

Il nostro toro, razza Podolica, appartiene all’ultima stagione dell’arte di Monti, le opere certe che conosciamo sono state tutte create nella Milano Napoleonica o agli inizi della Restaurazione. Sappiamo di un toro di marmo conservato (si fa per dire è rotto a pezzi!) a Brera, un leone di gesso – modello per i bronzi dorati Strazza & Thomas – a Sondrio, una meravigliosa testa marmorea di toro è alla Galleria Nazionale di Washington… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Angiolo Vannetti (Livorno, 1881 – Firenze, 1962) La fontana della gazzella Modello in bronzo per la Fontana della Gazzella di Tripoli. 1934 bronzo, cm 60x45x42 Firmata e datata alla base sul retro: Angiolo Vannetti 1934 XIII.

L’invenzione per la Fontana di Tripoli rientra nelle commissioni ricevute dall’artista negli anni Trenta. La giovane donna nuda crea con il suo corpo un moto vorticoso che culmina nel tenero gesto rivolto alla gazzella. Il senso di pace tra l’uomo e la natura trasmesso dall’opera non è bastato tuttavia a redimerla dall’essere giudicata come mero prodotto del colonialismo italiano: nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2014 la scultura è stata asportata dagli integralisti islamici e molto probabilmente distrutta. Il modello in bronzo qui presentato acquista, dunque, un valore altissimo… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Angiolo Vannetti (Livorno, 1881 – Firenze, 1962) La fontana della gazzella Modello in bronzo per la Fontana della Gazzella di Tripoli. 1934 bronzo, cm 60x45x42 Firmata e datata alla base sul retro: Angiolo Vannetti 1934 XIII.

L’invenzione per la Fontana di Tripoli rientra nelle commissioni ricevute dall’artista negli anni Trenta. La giovane donna nuda crea con il suo corpo un moto vorticoso che culmina nel tenero gesto rivolto alla gazzella. Il senso di pace tra l’uomo e la natura trasmesso dall’opera non è bastato tuttavia a redimerla dall’essere giudicata come mero prodotto del colonialismo italiano: nella notte tra il 2 e il 3 novembre 2014 la scultura è stata asportata dagli integralisti islamici e molto probabilmente distrutta. Il modello in bronzo qui presentato acquista, dunque, un valore altissimo… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Luciano Ceschia (Tarcento, 1926 - Udine, 1991) Re dei cinghiali 1963 terracotta, h 41 cm

Esposizioni:

1984. 100 opere di Ceschia - 100 Ceschia’s Works, catalogo della mostra di New York a cura di E. Crispolti, Grafiche Toffoletti, Tarcento (UD); 1998. Dora Bassi, Luciano Ceschia, Nane Zavagno. Disegni e sculture, catalogo della mostra di Udine a cura di G. Pauletto, Edizioni d’Arte, Pordenone.



Bibliografia:

Luciano Ceschia scultore, catalogo della mostra a cura di G. Marchiori, Ferrara, 1983, p. 43.



Il Re dei cinghiali è un trofeo che celebra il mito della caccia intesa, oltre che come mezzo di sostentamento, come rituale culturale e sociale proprio di quelle culture lontane che tanto affascinarono Luciano Ceschia. Il teschio dell’animale è realizzato senza una particolare attenzione al dato naturalistico dell’anatomia, preferendo esiti formali sintetici - ancora un richiamo allo stile dei Basaldella, soprattutto di Mirko - e una certa cura sperimentale per la materia utilizzata. La terracotta è lavorata secondo la pratica detta di greificazione che prevede un processo di cottura più lungo e complesso di quello tradizionale, dando al manufatto un aspetto più grezzo e maggiore resistenza all’usura…...per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Luciano Ceschia (Tarcento, 1926 - Udine, 1991) Re dei cinghiali 1963 terracotta, h 41 cm

Esposizioni:
1984. 100 opere di Ceschia - 100 Ceschia’s Works, catalogo della mostra di New York a cura di E. Crispolti, Grafiche Toffoletti, Tarcento (UD); 1998. Dora Bassi, Luciano Ceschia, Nane Zavagno. Disegni e sculture, catalogo della mostra di Udine a cura di G. Pauletto, Edizioni d’Arte, Pordenone.

Bibliografia:
Luciano Ceschia scultore, catalogo della mostra a cura di G. Marchiori, Ferrara, 1983, p. 43.

Il Re dei cinghiali è un trofeo che celebra il mito della caccia intesa, oltre che come mezzo di sostentamento, come rituale culturale e sociale proprio di quelle culture lontane che tanto affascinarono Luciano Ceschia. Il teschio dell’animale è realizzato senza una particolare attenzione al dato naturalistico dell’anatomia, preferendo esiti formali sintetici - ancora un richiamo allo stile dei Basaldella, soprattutto di Mirko - e una certa cura sperimentale per la materia utilizzata. La terracotta è lavorata secondo la pratica detta di greificazione che prevede un processo di cottura più lungo e complesso di quello tradizionale, dando al manufatto un aspetto più grezzo e maggiore resistenza all’usura…...per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Anonimo Quattro cani in un paesaggio fine XVII secolo / inizi XVIII secolo olio su tela, 80.5 x 70 cm

I quattro cani sono raffigurati in un momento di riposo dalla caccia, forse al termine della giornata come lasciano intendere la luce crepuscolare del paesaggio - concepito come una quinta teatrale, con la vegetazione sulla sinistra e lo scorcio aperto verso il fondo - e uno dei protagonisti addormentato. L’artista ha sicuramente studiato i suoi soggetti dal vivo, come si deduce dall’attenzione dedicata alla muscolatura e agli altri dettagli anatomici dei levrieri sulla destra. Lo stesso può dirsi per quanto riguarda il manto del setter addormentato, il cui folto pelo ispido ha una resa quasi tattile….per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Anonimo Quattro cani in un paesaggio fine XVII secolo / inizi XVIII secolo olio su tela, 80.5 x 70 cm

I quattro cani sono raffigurati in un momento di riposo dalla caccia, forse al termine della giornata come lasciano intendere la luce crepuscolare del paesaggio - concepito come una quinta teatrale, con la vegetazione sulla sinistra e lo scorcio aperto verso il fondo - e uno dei protagonisti addormentato. L’artista ha sicuramente studiato i suoi soggetti dal vivo, come si deduce dall’attenzione dedicata alla muscolatura e agli altri dettagli anatomici dei levrieri sulla destra. Lo stesso può dirsi per quanto riguarda il manto del setter addormentato, il cui folto pelo ispido ha una resa quasi tattile….per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Gianfilippo Usellini (Milano, 1903 – Arona,1971) I Pappagalli 1952 Tempera su carta, cm 46x19 Firmato in basso a sinistra «G.F. Usellini»; datato in basso a destra «1952».

Bibliografia: Gianfilippo Usellini,1903-1971, E. Pontiggia (a cura di), Leonardo Arte, Segrate 1994, tav. 58, p. 102; pp. 188-189.



I colorati e divertenti pappagalli dipinti da Gianfilippo Usellini nel 1952 fumano il sigaro, parlano al telefono, portano lettere, amoreggiano, disegnano, si specchiano esattamente come gli uomini. Dopotutto sono o non sono i nostri più abili imitatori? Disposti sui rami di un tronco secco dentro a quello che ha tutta l’aria di essere un pozzo, gli uccelli appaiono liberi di poter volare nel cielo, come dimostra il pappagallo arancione che porta nel becco una lettera… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Gianfilippo Usellini (Milano, 1903 – Arona,1971) I Pappagalli 1952 Tempera su carta, cm 46x19 Firmato in basso a sinistra «G.F. Usellini»; datato in basso a destra «1952».

Bibliografia: Gianfilippo Usellini,1903-1971, E. Pontiggia (a cura di), Leonardo Arte, Segrate 1994, tav. 58, p. 102; pp. 188-189.

I colorati e divertenti pappagalli dipinti da Gianfilippo Usellini nel 1952 fumano il sigaro, parlano al telefono, portano lettere, amoreggiano, disegnano, si specchiano esattamente come gli uomini. Dopotutto sono o non sono i nostri più abili imitatori? Disposti sui rami di un tronco secco dentro a quello che ha tutta l’aria di essere un pozzo, gli uccelli appaiono liberi di poter volare nel cielo, come dimostra il pappagallo arancione che porta nel becco una lettera… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Libero Andreotti (Pescia, 1875 - Firenze, 1933) Donna con gallo (Mattino) 1907 bronzo, h 46 cm firmato e datato: L. ANDREOTTI 1907

Esposizioni:

1908 Parigi. Salon pro-Musée Segantini à Saint-Moritz, organisé dans le Galerie d’Art Italien A. Grubicy, 14 Rue de Richelieu, Paris, du 16 décembre 1908, n. 107.



Bibliografia:

Libero Andreotti. Pescia 1875 - Firenze 1933, catalogo della mostra di Mesola a cura di O. Casazza, R. Monti e V. Sgarbi, Grafis, Casalecchio di Reno (BO), 1993, p. 14.



La datazione al 1907 fa di questa bellissima scultura uno dei primi esempi del rinnovamento accorso nell’arte di Libero Andreotti, all’indomani del suo trasferimento a Milano nell’autunno del 1905. Come nel caso della Donna con gatto o della Donna con levriero di poco successive, anche il Mattino si sofferma sulla sensuale anatomia del nudo femminile, con il volto coperto dalla lunga chioma che va a perdersi sul terreno roccioso fino a diventare un tutt’uno materico. L’erotismo del soggetto è esaltato dalle forme sinuose, rese ancora più morbide dall’estrema luminosità del bronzo in contrasto con la resa del gallo realizzato con una tecnica più impressionista che ne mette in risalto la maliziosa dinamicità… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Libero Andreotti (Pescia, 1875 - Firenze, 1933) Donna con gallo (Mattino) 1907 bronzo, h 46 cm firmato e datato: L. ANDREOTTI 1907

Esposizioni:
1908 Parigi. Salon pro-Musée Segantini à Saint-Moritz, organisé dans le Galerie d’Art Italien A. Grubicy, 14 Rue de Richelieu, Paris, du 16 décembre 1908, n. 107.

Bibliografia:
Libero Andreotti. Pescia 1875 - Firenze 1933, catalogo della mostra di Mesola a cura di O. Casazza, R. Monti e V. Sgarbi, Grafis, Casalecchio di Reno (BO), 1993, p. 14.

La datazione al 1907 fa di questa bellissima scultura uno dei primi esempi del rinnovamento accorso nell’arte di Libero Andreotti, all’indomani del suo trasferimento a Milano nell’autunno del 1905. Come nel caso della Donna con gatto o della Donna con levriero di poco successive, anche il Mattino si sofferma sulla sensuale anatomia del nudo femminile, con il volto coperto dalla lunga chioma che va a perdersi sul terreno roccioso fino a diventare un tutt’uno materico. L’erotismo del soggetto è esaltato dalle forme sinuose, rese ancora più morbide dall’estrema luminosità del bronzo in contrasto con la resa del gallo realizzato con una tecnica più impressionista che ne mette in risalto la maliziosa dinamicità… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Libero Andreotti (Pescia, 1875 - Firenze, 1933) Donna con levriero 1908 bronzo, h 41.5 cm firmato e datato: L. Andreotti / Milano 908

Esposizioni:

1907 Salon des Peintres Divionnistes Italiens, organisé par la Galerie d’Art A. Grubicy de Milan, Serre de l’Alma, Cours la Reine, Paris, du 1er septembre au 15 octobre 1907, n. 66; 1908 Salon pro-Musée Segantini à Saint-Moritz, organisé dans le Galerie d’Art Italien A. Grubicy, 14 Rue de Richelieu, Paris, du 16 décembre 1908, n. 108; 2001 Il Liberty in Italia, catalogo della mostra di Roma a cura di F. Bensi, Federico Motta Editore, Milano, p. 133; 2005 Sogni. Visioni tra Simbolismo e Liberty, catalogo della mostra di Alessandria a cura di V. Sgarbi, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), p. 143; 2015 Gli scultori di D’Annunzio. Anima e materia, catalogo della mostra di Gardone Riviera a cura di V. Sgarbi e A. Panzetta,  Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), p. 32; 2019 XX. Il genere femminile nell’arte del ‘900 italiano, catalogo della mostra di Firenze a cura di M. Cardarelli e M. F. Apolloni, Edizioni Polistampa, Firenze, n. 10, p. 39.



Donna con levriero è sviluppato secondo la tipologia dei connubi che caratterizzano la produzione andreottiana del primo decennio, dove la componente erotica del soggetto è molto marcata come nel caso di Donna con gatto. La donna tiene il capo ripiegato all’indietro, mettendo in mostra la lunga linea del collo che scende fino al seno scoperto, mentre il fido levriero quasi la avvolge divenendo un tutt’uno materico con le pieghe mosse della veste che sembra debba cadere del tutto da un momento all’altro… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Libero Andreotti (Pescia, 1875 - Firenze, 1933) Donna con levriero 1908 bronzo, h 41.5 cm firmato e datato: L. Andreotti / Milano 908

Esposizioni:
1907 Salon des Peintres Divionnistes Italiens, organisé par la Galerie d’Art A. Grubicy de Milan, Serre de l’Alma, Cours la Reine, Paris, du 1er septembre au 15 octobre 1907, n. 66; 1908 Salon pro-Musée Segantini à Saint-Moritz, organisé dans le Galerie d’Art Italien A. Grubicy, 14 Rue de Richelieu, Paris, du 16 décembre 1908, n. 108; 2001 Il Liberty in Italia, catalogo della mostra di Roma a cura di F. Bensi, Federico Motta Editore, Milano, p. 133; 2005 Sogni. Visioni tra Simbolismo e Liberty, catalogo della mostra di Alessandria a cura di V. Sgarbi, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), p. 143; 2015 Gli scultori di D’Annunzio. Anima e materia, catalogo della mostra di Gardone Riviera a cura di V. Sgarbi e A. Panzetta,  Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (MI), p. 32; 2019 XX. Il genere femminile nell’arte del ‘900 italiano, catalogo della mostra di Firenze a cura di M. Cardarelli e M. F. Apolloni, Edizioni Polistampa, Firenze, n. 10, p. 39.

Donna con levriero è sviluppato secondo la tipologia dei connubi che caratterizzano la produzione andreottiana del primo decennio, dove la componente erotica del soggetto è molto marcata come nel caso di Donna con gatto. La donna tiene il capo ripiegato all’indietro, mettendo in mostra la lunga linea del collo che scende fino al seno scoperto, mentre il fido levriero quasi la avvolge divenendo un tutt’uno materico con le pieghe mosse della veste che sembra debba cadere del tutto da un momento all’altro… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Libero Andreotti (Pescia, 1875 - Firenze, 1933) Donna con gatto (La gatta) 1908 bronzo, h 70 cm firmato e datato: L. ANDREOTTI 1908

Esposizioni: 

1910 IX Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, n. 29, p. 144; 1911 Statues, bas-reliefs et médailles de Libero Andreotti. Exposition du mardi 18 avril, au lundi 1er mai 1911. 15, rue Richepance, Paris, chez MM. Bernheim Jeune & C., n. 24; 1976 Mostra di Libero Andreotti, catalogo della mostra di Pescia a cura di R. Monti, Nuova Grafica Fiorentina, Firenze, n. 8; 1993 Libero Andreotti. Pescia 1875 - Firenze 1933, catalogo della mostra di Mesola a cura di O. Casazza, R. Monti e V. Sgarbi, Grafis, Casalecchio di Reno (BO), n. 11, p. 30; 1998 Libero Andreotti (Pescia 1875 - Firenze 1933), catalogo della mostra di Matera a cura di G. Appella, S. Lucchesi, R. Monti e C. Pizzorusso, La Bautta, Matera, n. 4; 2000 La cultura europea di Libero Andreotti. Da Rodin a Martini, catalogo della mostra di Firenze a cura di S. Lucchesi e C. Pizzorusso, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, n. 51, p. 69. 



Il contrasto nella doppia resa materica del bronzo - più grezzo per il panneggio, liscio e lucido per l’incarnato - mette in risalto la sinuosità di questo corpo femminile nudo, appena coperto sulle gambe da un lungo drappo increspato, oltre a esaltare la valenza erotica del soggetto. L’opera va ascritta alla produzione che Libero Andreotti porta a compimento negli anni del suo soggiorno milanese (1905-1909) e, più precisamente, al gruppo dei cosiddetti connubi nel quale erotismo e simbolismo si mescolano nell’unione tra soggetti femminili e altri di natura animale o fantastica… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Libero Andreotti (Pescia, 1875 - Firenze, 1933) Donna con gatto (La gatta) 1908 bronzo, h 70 cm firmato e datato: L. ANDREOTTI 1908

Esposizioni: 
1910 IX Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia, n. 29, p. 144; 1911 Statues, bas-reliefs et médailles de Libero Andreotti. Exposition du mardi 18 avril, au lundi 1er mai 1911. 15, rue Richepance, Paris, chez MM. Bernheim Jeune & C., n. 24; 1976 Mostra di Libero Andreotti, catalogo della mostra di Pescia a cura di R. Monti, Nuova Grafica Fiorentina, Firenze, n. 8; 1993 Libero Andreotti. Pescia 1875 - Firenze 1933, catalogo della mostra di Mesola a cura di O. Casazza, R. Monti e V. Sgarbi, Grafis, Casalecchio di Reno (BO), n. 11, p. 30; 1998 Libero Andreotti (Pescia 1875 - Firenze 1933), catalogo della mostra di Matera a cura di G. Appella, S. Lucchesi, R. Monti e C. Pizzorusso, La Bautta, Matera, n. 4; 2000 La cultura europea di Libero Andreotti. Da Rodin a Martini, catalogo della mostra di Firenze a cura di S. Lucchesi e C. Pizzorusso, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, n. 51, p. 69. 

Il contrasto nella doppia resa materica del bronzo - più grezzo per il panneggio, liscio e lucido per l’incarnato - mette in risalto la sinuosità di questo corpo femminile nudo, appena coperto sulle gambe da un lungo drappo increspato, oltre a esaltare la valenza erotica del soggetto. L’opera va ascritta alla produzione che Libero Andreotti porta a compimento negli anni del suo soggiorno milanese (1905-1909) e, più precisamente, al gruppo dei cosiddetti connubi nel quale erotismo e simbolismo si mescolano nell’unione tra soggetti femminili e altri di natura animale o fantastica… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Raoul Chareun detto Primo Sinopico (Cagliari, 1889 – Milano, 1949) Elefante con fiore e farfalla 1928 Progetto per la copertina della rivista «Natura», 1928. Tempera policroma su cartoncino, cm 40,2x29,5. Firmato nell’angolo in basso a destra: «Sinòpico

La tempera fu ideata per essere la copertina del terzo numero del 1928 di «Natura: rivista

mensile illustrata». Nell’immagine si sprigiona la fantasia dell’artista che raffigura un elefante che avanza sulla cima di una piccola altura e tiene nella proboscide il lungo stelo di un fiore su cui si sta

per posare una farfalla. Attorno al piccolo insetto, nell’angolo in alto a destra, un improvviso 

chiarore illumina la notte scura in cui è ambientata la scena… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021. 

Raoul Chareun detto Primo Sinopico (Cagliari, 1889 – Milano, 1949) Elefante con fiore e farfalla 1928 Progetto per la copertina della rivista «Natura», 1928. Tempera policroma su cartoncino, cm 40,2x29,5. Firmato nell’angolo in basso a destra: «Sinòpico

La tempera fu ideata per essere la copertina del terzo numero del 1928 di «Natura: rivista
mensile illustrata». Nell’immagine si sprigiona la fantasia dell’artista che raffigura un elefante che avanza sulla cima di una piccola altura e tiene nella proboscide il lungo stelo di un fiore su cui si sta
per posare una farfalla. Attorno al piccolo insetto, nell’angolo in alto a destra, un improvviso 
chiarore illumina la notte scura in cui è ambientata la scena… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021. 

Raoul Chareun detto Primo Sinopico (Cagliari, 1889 – Milano, 1949) Scoiattoli su un albero e boscaiolo 1930 Progetto per la copertina della rivista «Natura», 1930. Tempera policroma su cartoncino, cm 38,7x32. Firmato nell’angolo in basso a destra «Sinòpi

Bibliografia:

P. Pallottino, Il pittore a 20.000 volt. Primo Sinòpico (Raoul Chareun), Cappelli, Bologna 1981, pp. 70-71.





Questa tempera costituisce il bozzetto definitivo per la copertina dell’agosto del 1930 per «Natura: rivista mensile illustrata». Il bozzetto fu realizzato a ridosso dell’agosto 1930, quando Sinòpico era presente sulla scena milanese da circa quindici anni. Le folte code e le peripezie degli scoiattoli allarmati dall’imminente caduta dell’abete non possono che suscitare un sorriso di simpatia di fronte al vile gesto dell’uomo intento ad abbattere l’albero con un’accetta… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Raoul Chareun detto Primo Sinopico (Cagliari, 1889 – Milano, 1949) Scoiattoli su un albero e boscaiolo 1930 Progetto per la copertina della rivista «Natura», 1930. Tempera policroma su cartoncino, cm 38,7x32. Firmato nell’angolo in basso a destra «Sinòpi

Bibliografia:
P. Pallottino, Il pittore a 20.000 volt. Primo Sinòpico (Raoul Chareun), Cappelli, Bologna 1981, pp. 70-71.


Questa tempera costituisce il bozzetto definitivo per la copertina dell’agosto del 1930 per «Natura: rivista mensile illustrata». Il bozzetto fu realizzato a ridosso dell’agosto 1930, quando Sinòpico era presente sulla scena milanese da circa quindici anni. Le folte code e le peripezie degli scoiattoli allarmati dall’imminente caduta dell’abete non possono che suscitare un sorriso di simpatia di fronte al vile gesto dell’uomo intento ad abbattere l’albero con un’accetta… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Leonessa II - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Il momento più alto e significativo dell’animalismo italiano – per varietà ed originalità – è dato dagli scultori nati tra gli anni settanta e gli anni ottanta del XIX secolo di cui Sirio Tofanari è esponente straordinariamente significativo; questa generazione evidenzia ai massimi livelli la capacità di confrontarsi con il dibattito artistico internazionale coevo, agganciandosi al tardo simbolismo europeo per evolversi poi in direzione “moderna” intraprendendo una strada di assoluta originalità – talvolta accogliendo iniziali sollecitazioni culturali franco-belghe, talaltra più mitteleuropee – che porterà, dopo la Prima Guerra Mondiale, alla ricerca italiana più novecentesca… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

 

Leonessa II - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Il momento più alto e significativo dell’animalismo italiano – per varietà ed originalità – è dato dagli scultori nati tra gli anni settanta e gli anni ottanta del XIX secolo di cui Sirio Tofanari è esponente straordinariamente significativo; questa generazione evidenzia ai massimi livelli la capacità di confrontarsi con il dibattito artistico internazionale coevo, agganciandosi al tardo simbolismo europeo per evolversi poi in direzione “moderna” intraprendendo una strada di assoluta originalità – talvolta accogliendo iniziali sollecitazioni culturali franco-belghe, talaltra più mitteleuropee – che porterà, dopo la Prima Guerra Mondiale, alla ricerca italiana più novecentesca… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.
 

Capriolo - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Capriolo - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Capriolo accovacciato - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Capriolo accovacciato - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Gazzella giovane - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Gazzella giovane - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Capriolo che bruca - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Capriolo che bruca - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Gazzella - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Gazzella - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Capriolo femmina che bruca - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Capriolo femmina che bruca - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Capriolo femmina - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Capriolo femmina - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Cerva e cucciolo - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Cerva e cucciolo - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Tartaruga - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Tartaruga - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Fennec o volpi del deserto - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Fennec o volpi del deserto - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Levriero - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Levriero - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Mulo - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Mulo - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Pointer Inglese - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Pointer Inglese - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Tigre - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Tigre - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Rinoceronte - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Rinoceronte - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Cacatua I - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Cacatua I - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Cacatua II - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Cacatua II - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Babbuino - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Babbuino - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Scimmia - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Scimmia - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Iena II - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Iena II - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Iena I - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Iena I - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Leonessa III - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Leonessa III - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Cinghiale - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Cinghiale - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Elefante - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Elefante - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Tre asini - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Tre asini - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Puledro - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Puledro - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Fox Terrier II - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Fox Terrier II - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Fox Terrier I - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Fox Terrier I - Sirio Tofanari (Firenze, 1886 – Milano, 1969)

Publio Morbiducci (Roma, 1889-1963) Cavallo 1941 ca. Gesso, cm 44,5x49x14,5

Bibliografia:

Publio Morbiducci 1889-1963. Pitture Sculture Medaglie, catalogo mostra, Roma 1999, p. 141, fig. 41. 



I due piccoli gessi furono realizzati da Morbiducci nell’ambito della sua attività scultorea legata  alla politica di interventi artistici per l’architettura, in particolare la decorazione dei palazzi dell’ente Eur.

Pur non essendoci una documentazione ufficiale Morbiducci, come ricorda la figlia Annamaria, ricevette una richiesta informale, senza concorsi pubblici né nomine, per la realizzazione di una quadriga di cavalli che avrebbe dovuto ornare la mensola in aggetto realizzata al centro della facciata del Palazzo dei Congressi, accentuando così l’aspetto scenografico del progetto architettonico di Adalberto Libera… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Publio Morbiducci (Roma, 1889-1963) Cavallo 1941 ca. Gesso, cm 44,5x49x14,5

Bibliografia:
Publio Morbiducci 1889-1963. Pitture Sculture Medaglie, catalogo mostra, Roma 1999, p. 141, fig. 41. 

I due piccoli gessi furono realizzati da Morbiducci nell’ambito della sua attività scultorea legata  alla politica di interventi artistici per l’architettura, in particolare la decorazione dei palazzi dell’ente Eur.
Pur non essendoci una documentazione ufficiale Morbiducci, come ricorda la figlia Annamaria, ricevette una richiesta informale, senza concorsi pubblici né nomine, per la realizzazione di una quadriga di cavalli che avrebbe dovuto ornare la mensola in aggetto realizzata al centro della facciata del Palazzo dei Congressi, accentuando così l’aspetto scenografico del progetto architettonico di Adalberto Libera… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Publio Morbiducci (Roma, 1889-1963) Cavallo 1941 ca. Gesso, cm 44,5x49x14,5

Bibliografia:

Publio Morbiducci 1889-1963. Pitture Sculture Medaglie, catalogo mostra, Roma 1999, p. 141, fig. 41. 



I due piccoli gessi furono realizzati da Morbiducci nell’ambito della sua attività scultorea legata  alla politica di interventi artistici per l’architettura, in particolare la decorazione dei palazzi dell’ente Eur.

Pur non essendoci una documentazione ufficiale Morbiducci, come ricorda la figlia Annamaria, ricevette una richiesta informale, senza concorsi pubblici né nomine, per la realizzazione di una quadriga di cavalli che avrebbe dovuto ornare la mensola in aggetto realizzata al centro della facciata del Palazzo dei Congressi, accentuando così l’aspetto scenografico del progetto architettonico di Adalberto Libera… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Publio Morbiducci (Roma, 1889-1963) Cavallo 1941 ca. Gesso, cm 44,5x49x14,5

Bibliografia:
Publio Morbiducci 1889-1963. Pitture Sculture Medaglie, catalogo mostra, Roma 1999, p. 141, fig. 41. 

I due piccoli gessi furono realizzati da Morbiducci nell’ambito della sua attività scultorea legata  alla politica di interventi artistici per l’architettura, in particolare la decorazione dei palazzi dell’ente Eur.
Pur non essendoci una documentazione ufficiale Morbiducci, come ricorda la figlia Annamaria, ricevette una richiesta informale, senza concorsi pubblici né nomine, per la realizzazione di una quadriga di cavalli che avrebbe dovuto ornare la mensola in aggetto realizzata al centro della facciata del Palazzo dei Congressi, accentuando così l’aspetto scenografico del progetto architettonico di Adalberto Libera… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Pericle Fazzini (Grottammare, 1913 – Roma, 1987) Gatto 1953 Bronzo, cm 41,5x85x23,5 Firmato, datato e dedicato sulla base: ‘Al mio poeta Ungaretti con affetto, P. Fazzini Roma 1953’

L’opera proviene dalla collezione del grande poeta italiano Giuseppe Ungaretti e costituisce uno degli esemplari, forse il più prezioso, di una serie di sculture ricavate dal medesimo stampo. Curiosamente, essa si fa testimone di un rapporto duraturo fra scultore e letterato che vede il gatto comparire fin dagli esordi. Il primo Gatto, fuso nel 1947, fu visto da Ungaretti in occasione della mostra di Fazzini del 1951, per la quale il poeta stesso firmava la presentazione del catalogo. Non fu questa, però, l’opera ad entrare nella sua collezione ma verosimilmente una terza fusione. Egli nutriva una grande passione per i gatti: suoi furono Kikì e l’amatissimo soriano Bobosse, protagonista delle esilaranti marachelle raccontate dal critico letterario Walter Mauro. “Al mio poeta Ungaretti con affetto”, si legge inciso sulla base del Bobosse in bronzo qui esposto. Un affetto sincero, si direbbe, segno di stima e di una certa affinità nel restituire con densa concisione la natura delle cose… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Pericle Fazzini (Grottammare, 1913 – Roma, 1987) Gatto 1953 Bronzo, cm 41,5x85x23,5 Firmato, datato e dedicato sulla base: ‘Al mio poeta Ungaretti con affetto, P. Fazzini Roma 1953’

L’opera proviene dalla collezione del grande poeta italiano Giuseppe Ungaretti e costituisce uno degli esemplari, forse il più prezioso, di una serie di sculture ricavate dal medesimo stampo. Curiosamente, essa si fa testimone di un rapporto duraturo fra scultore e letterato che vede il gatto comparire fin dagli esordi. Il primo Gatto, fuso nel 1947, fu visto da Ungaretti in occasione della mostra di Fazzini del 1951, per la quale il poeta stesso firmava la presentazione del catalogo. Non fu questa, però, l’opera ad entrare nella sua collezione ma verosimilmente una terza fusione. Egli nutriva una grande passione per i gatti: suoi furono Kikì e l’amatissimo soriano Bobosse, protagonista delle esilaranti marachelle raccontate dal critico letterario Walter Mauro. “Al mio poeta Ungaretti con affetto”, si legge inciso sulla base del Bobosse in bronzo qui esposto. Un affetto sincero, si direbbe, segno di stima e di una certa affinità nel restituire con densa concisione la natura delle cose… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’arte edizioni, Todi 2021.

Andrea Spadini (Roma, 1912-1983) Elefante che suona la fisarmonica 1963-65 terracotta, cm x Provenienza: Archivio Andrea Spadini, Roma.

Esposizioni:

2019, Andrea Spadini 1912 – 1983, a c. di Monica Cardarelli, Roma, Galleria del Laocoonte, 2019.



L’Elefante che suona la fisarmonica è uno dei modellini in terracotta per l’Orologio Musicale di Central Park. I newyorkesi lo chiamano semplicemente Delacorte, usando quel cognome del tutto di fantasia che il ricco editore e filantropo americano, George Ferdinand Tonkonogy Junior (1893 - 1991), sembra aver assunto a partire dal 1920, e che appare stampato a caratteri dorati sull'Orologio stesso, suo dono alla città… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

Andrea Spadini (Roma, 1912-1983) Elefante che suona la fisarmonica 1963-65 terracotta, cm x Provenienza: Archivio Andrea Spadini, Roma.

Esposizioni:
2019, Andrea Spadini 1912 – 1983, a c. di Monica Cardarelli, Roma, Galleria del Laocoonte, 2019.

L’Elefante che suona la fisarmonica è uno dei modellini in terracotta per l’Orologio Musicale di Central Park. I newyorkesi lo chiamano semplicemente Delacorte, usando quel cognome del tutto di fantasia che il ricco editore e filantropo americano, George Ferdinand Tonkonogy Junior (1893 - 1991), sembra aver assunto a partire dal 1920, e che appare stampato a caratteri dorati sull'Orologio stesso, suo dono alla città… per la scheda completa consultare il catalogo Laocoon Zoo, a cura di Monica Cardarelli, D’Arte edizioni, Todi 2021.

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