I colori di Dozza Imolese
L'angelo di Dozza
Two women chatting
Kamil Torqosz
Alla Luna
Claudio Bonichi
Donne del sud
Pallozzi Gaetano
Volevo la luna
Luigi Allegri Notari
Settembre
Paolizzi Italo
Strappo
Marchioni Elvio
Il Grifone
Ristorante "Da Canè"
Osteria Dozza
Caffè dell'osteria
Municipio
[sito del comune](https://www.comune.dozza.bo.it/)
Chiesa dell'Assunzione della Vergine Maria
La chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine di Dozza, detta in Piscina, è ricordata per la prima volta nel 1141. Nel 1350 viene data agli Umiliati che si ritirano prima della soppressione del loro ordine nel 1556, da allora è retta da sacerdoti secolari. Ha subito diverse modifiche, ma conserva ancora lineamenti architettonici del XIII secolo. Sopra la porta della facciata è scolpita la Beata Vergine Assunta. Sui muri laterali si vedono fregi romanici che indicano la costruzione primitiva e che dimostrano come la sua attuale larghezza corrisponde a quella originale. Dal 1942 subisce una ristrutturazione che riprende le forme quattrocentesche dell'edificio. Opere pregevoli sono: il fonte battesimale del XVI secolo, una lunetta in bassorilievo con la Madonna di epoca romanica, la tavola raffigurante la Madonna con Gesù Bambino in trono, san Giovanni Battista e santa Margherita di Marco Palmezzano datata 1492, la pala d'altare raffigurante l' Assunta attribuita a Tiburzio Passerotti.
La rocca di Dozza
La Rocca di Dozza, anche nota come Rocca Sforzesca di Dozza, è un edificio complesso dalla storia secolare, che dall'epoca della sua edificazione, collocabile intorno alla metà del XIII secolo, ha subito numerosi interventi di ampliamento e adeguamento funzionale, riconducibili a tre fasi principali, ancora ben visibili all'interno del percorso di visita del museo. La Rocca è stata abitata fino al 1960, anno in cui fu ceduta al Comune di Dozza che l'aprì al pubblico come casa-museo. Il museo della Rocca è gestito dalla Fondazione Dozza Città d'Arte e dal 2006 è riconosciuto come “Museo di Qualità” dalla Regione Emilia-Romagna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali.
Enoteca
[SHOP ON LINE](https://www.roccadelvino.com/)
Ristorante La scuderia
[Il nostro sito](https://lascuderiadozza.it/)
Il tesoro dell'ora
Il Drago
Paolo Barbieri
Il presbiterio
Marco Palmezzano - 1492
Battistero
Adorazione
La cappella di San Ambrogio
La storia della cantina Bassi
La Cantina DipintaLuogo in cui arte e tradizione si uniscono in un unico spazioStoria:La Cantina Dipinta nasce in occasione della Biennale del Muro Dipinto del 1989 quando Mario Bassi organizzò una cena con un gruppo di pittori che, dopo un po’ di chiacchiere e qualche bicchiere di vino, realizzarono il dipinto del Bacco (a sinistra all’ingresso).Nel corso degli anni l’amicizia fra Mario Bassi e questi pittori si consolidò e le occasioni per stare insieme si fecero più frequenti. Dopo ogni cena i pittori lasciavano un ricordo sui muri della cantina come ringraziamento per l’amicizia e le belle serate passate insieme e nei dieci anni successivi furono realizzati la maggior parte dei dipinti attualmente presenti. Dopo la realizzazione dei dipinti, Mario Bassi decise di inserire nella cantina oggetti di uso comune nell’Italia contadina, oltre a ricordi personali della sua infanzia. Trovano posto fra le mura della cantina attrezzi agricoli, oggetti della vita di campagna come il telaio e il setaccio, materiale scolastico e giochi di un bambino dell’Italia degli anni '30 e le piccole cose della vita quotidiana come il ferro da stiro, il cavatappi e le bilance.Oggi:La Cantina Dipinta attualmente viene mantenuta aperta da Riccardo Bassi (figlio di Mario Bassi) per trasmettere emozioni e tradizioni sia alle generazioni che hanno vissuto negli anni ‘60/‘70/‘80, sia alle nuove generazioni che non hanno vissuto in prima persona quegli anni e che attraverso La Cantina Dipinta possono scoprire un mondo totalmente diverso da quello di oggi.
Koncept
Micheal Strjececk
L'angelo di Dozza
Centro Studi e Documentazione del Muro Dipintovia XX settembre 37
Dozza (BO)
Bonazza Giuliana
1949/
disegno
carta/ pastello
cm 37 (la) 58 (a)
sec. XX (1993 - 1993)
n. CB131
Un portone a grandi specchiature accanto al quale è seduta una grande figura alata che sembra reggere un lampione illuminato. A sinistra, in basso, una coppia abbracciata. Il disegno è realizzato a pastello.
Disegno preparatorio dell'opera realizzata su muro in via XX Settembre nel 1993.

